Adolfo Urso: «Sud diventato ponte dello sviluppo dell’Europa»

Il ministro: il Vecchio Continente non può più crescere in Oriente e con l’Oriente

«Il Mezzogiorno è diventato, per necessità, piuttosto che per scelta, il ponte dello sviluppo dell’Europa e la via dello sviluppo. L’Europa che conoscevamo, che nella prima fase della globalizzazione ha giustamente perseguito l’integrazione dell’Europa centrale e orientale lungo la via continentale, oggi non c’è più: ha finalmente preso atto che tutte le condizioni di quel mondo sono purtroppo cambiate». È quanto detto in un intervento video al Festival Euromediterraneo dell’Economia (Feuromed), in corso a Napoli dal ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), Adolfo Urso.

«L’Europa non può più crescere in Oriente e con l’Oriente, la guerra della Russia in Ucraina e le sue conseguenze lo stanno dimostrando, quindi dovrà necessariamente crescere con e insieme all’Africa e alla sponda Sud del Mediterraneo, perché le vie dello sviluppo e dei mercati non sono più quelle del continente verso Oriente, essendosi alzata un’altra e più grave Cortina di Ferro, che chiude allo sviluppo e ai mercati le potenzialità dell’Oriente», ha spiegato il ministro Urso.

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E ha aggiunto che il Vecchio Continente «dovrà crescere nei prossimi decenni con e grazie al ponte di sviluppo che il nostro Mezzogiorno rappresenta, sia per quanto riguarda le rotte commerciali, sia per l’approvvigionamento di energia e di materie prime, che servono all’industria europea, attraverso il Mediterraneo. Tutto ciò ci conduce in Africa e nel Medio Oriente, soprattutto se guardiamo allo sviluppo demografico di quel continente», ha chiuso Urso.

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