Terra dei fuochi, la Cassazione annulla la confisca ai fratelli Pellini

Oltre 200 milioni di euro andranno restituiti agli imprenditori già condannati

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio il decreto di confisca emesso dalla Corte di Appello di Napoli e relativo al patrimonio del valore di oltre 200 milioni di euro dei tre fratelli Giovanni, Cuono e Salvatore Pellini, imprenditori del settore rifiuti condannati con sentenza definitiva per traffico illecito di rifiuti e ritenuti tra i responsabili dell’inquinamento dell’area di Acerra, comune dell’hinterland napoletano compreso nella cosiddetta Terra dei Fuochi. I beni dovranno essere ora restituiti ai Pellini.

Punti Chiave Articolo

Alla Suprema Corte si erano rivolti i difensori dei tre imprenditori, gli avvocati Francesco Picca, Stefano Preziosi e Paola Tafuro, che avevano chiesto ai giudici della Cassazione di dichiarare l’inefficacia del decreto di confisca emesso dalla Corte di Appello di Napoli il 19 giugno del 2023 perché affetto da vizio di tardività, in quanto preso oltre il termine di 18 mesi prescritto per emettere un provvedimento di secondo grado.

Pubblicità

Largo ritardo

Era stato il sostituto procuratore generale della Cassazione Luigi Giordano, nell’udienza tenuta a dicembre, a concludere per l’inefficacia del provvedimento con richiesta alla Corte di annullare la confisca dei beni ai fratelli Pellini. Il magistrato aveva dovuto constatare, aderendo alle richieste contenute nel ricorso presentato dagli avvocati dei tre fratelli che il provvedimento di appello era arrivato con largo ritardo.

Ed in effetti la stessa Corte d’Appello di Napoli (ottava sezione, collegio presieduto da Rosa Maria Caturano), nel confermare a luglio scorso la confisca con rigetto contestuale delle istanze presentati dai legali dei Pellini, aveva ammesso che il relativo decreto era stato «depositato dopo la scadenza del termine di diciotto mesi», che sarebbe iniziato a decorrere il 15 marzo 2019 (data in cui sono stati depositati i motivi di impugnazione della confisca di primo grado), ma che «la Corte ha esercitato e al tempo stesso esaurito la potestà decisionale in merito al provvedimento ablatorio».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Ponticelli, il rifugio rischia lo sgombero: in dubbio il futuro di oltre 30 cagnolini

Una vicenda amministrativa lunga anni. Il 4 settembre un sit-in Più di trenta cani, tra cui alcuni anziani, e un futuro che oggi resta incerto....

Cetara, il toponimo che mancava sulla rotta romana del garum

Un legame possibile tra le cetariae e la colatura moderna Appena superato Vietri sul Mare, arrampicato tra il mare e i monti Lattari, c’è un...

Ultime notizie

Missili Scalp in Ucraina, il Cremlino: «Londra impedisce processo di pace»

Il nuovo accordo fa salire la tensione con Mosca Mosca reagisce con durezza al progetto britannico destinato a rafforzare la capacità ucraina di produrre missili...

Primarie centrosinistra, scegliere il leader rischia di svelare che la coalizione non c’è

Il rischio è eleggere un vincitore e perdere gli sconfitti Nel centrosinistra il problema non è soltanto come scegliere il candidato premier, ma che cosa...

Alessandro Di Battista ricoverato in ospedale a Cuba: «Gravi condizioni»

Il M5s esprime «grande apprensione» per l’ex deputato Un malore durante il soggiorno a Cuba ha reso necessario il ricovero di Alessandro Di Battista. L’ex...