A Caivano la lista di chi pagava le estorsioni lasciata in eredità ai gruppi criminali

Il racket imposto anche agli spacciatori

Variavano da qualche centinaio di euro fino al 10mila imposti «a quelli del Bronx», nota piazza di spaccio di Caivano, le estorsioni che il clan Angelino imponeva a imprenditori, commercianti e anche agli spacciatori. E nessuna delle vittime ha denunciato alle forze dell’ordine il racket.

Emerge dalle indagini dei carabinieri di Castello di Cisterna che, coordinati dalla DDA, hanno eseguito oggi 14 arresti. La lista con i nomi di coloro che erano assoggettati al «pizzo», inoltre, veniva lasciata in eredità ai gruppi criminali che nel frattempo si succedevano sul territorio: la circostanza, si legge nell’ordinanza, è «pacificamente emersa dalle diverse indagini espletate nonché dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia” e “le estorsioni venivano effettuate in danno di imprenditori inseriti in una lista che si tramandava dai diversi clan succedutisi sul territorio».

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Antonio Angelino, detto “tibiuccio”, 67 anni tra pochi giorni, già detenuto per altra causa è ritenuto a capo dell’omonimo clan di Caivano: cutoliano della prima ora, insieme con Massimo Gallo gestiva il gruppo criminale che originariamente si occupava di traffico di droga. Ma con il «vuoto di potere», determinato dall’arresto di capi e gregari del clan Ciccarelli, si è impossessato anche delle estorsioni.

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