Stellantis minaccia, il governo risponde: no a incentivi per modelli prodotti all’estero

Il ministro Urso: Se Volkswagen ha superato Stellantis nelle vendite è problema dell’azienda

Alta la tensione tra il governo e Stellantis, mentre sindacati e Pd chiedono alla premier Giorgia Meloni di convocare Carlos Tavares. Al centro dell’attenzione del mercato c’è, invece, il possibile ingresso dello Stato nel capitale del gruppo italo francese, una strada che appare però difficilmente percorribile anche perché gli scogli da superare sono molti: dove comprare le azioni soprattutto se si intende avere una partecipazione al capitale non simbolica. Il costo di queste azioni (l’esborso per una quota uguale a quella del governo francese che detiene il 6,1% sarebbe ai valori attuali di 4,1 miliardi), i reali benefici.

Urso: Non può continuare così

«Lo Stato in Stellantis? Io entrerei in Ferrari» ironizza il ministro Giancarlo Giorgetti. È ancora il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, a intervenire pesantemente. «Se a dicembre la Volkswagen ha superato nelle vendite in Italia Stellantis, se i cittadini italiani hanno preferito acquistare un’auto prodotta all’estero piuttosto che una fatta in Italia, a fronte di condizioni di mercato e incentivi simili, il problema non è del governo ma dell’azienda» osserva. «Negli scorsi anni – rileva Urso – il 40% degli incentivi è andato a Stellantis, come è giusto che fosse, ma la metà di questi sono finiti a modelli prodotti all’estero e importati in Italia. Non può continuare così».

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Da Bruxelles Antonio Tajani invita «a seguire con grande attenzione la vicenda di Stellantis affinché non si perdano posti di lavoro come peraltro non si devono perdere all’Ilva e il governo è impegnato».

Le richieste dei sindacati e del Pd

I sindacati chiedono alla presidente del Consiglio di convocare Tavares, le cui parole hanno creato forti timori tra i lavoratori negli stabilimenti di Mirafiori e di Pomigliano, quelli più a rischio senza il sostegno dello Stato.

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Al presidente del Consiglio scrive una lettera il sindaco di Torino Stefano Lo Russo che si fa portavoce dello «stato di apprensione per il futuro occupazionale della fabbrica di Mirafiori espresso da tutte le sigle sindacali». «Il governo non può tacere di fronte alle minacce dell’ad di Stellantis sul futuro di Mirafiori e Pomigliano, convochi subito Tavares in Italia ad assumersi delle responsabilità e impegni chiari» sollecita la segretaria del Pd Elly Schlein.

«Il governo convochi subito un incontro con Stellantis e con i sindacati perché c’è bisogno di definire le produzioni e di salvaguardare l’occupazione in tutti gli stabilimenti del nostro Paese» afferma il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, mentre il leader della Cisl Luigi Sbarra ricorda a Tavares che «gli incentivi sono risorse pubbliche e non regalìe» e chiede al governo di farsi «garante di un patto tra istituzioni, impresa e sindacati sul rilancio del settore auto nel nostro Paese».

«Siamo dispiaciuti e arrabbiati. Le dichiarazioni di Tavares sono preoccupanti e ingenerose nei confronti dei lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani di Stellantis» spiega il segretario generale della Uilm Rocco Palombella. «La premier Meloni convochi Tavares e le organizzazioni sindacali per arrivare a un accordo per tutelare produzione e occupazione in Italia. Negli ultimi anni abbiamo perso 11.500 posti di lavoro in Stellantis» insiste Michele De Palma, segretario generale della Fiom.

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