Il boss pentito chiede «perdono alle famiglie delle mie vittime»

Gioacchino Fontanella sta scontando l’ergastolo

«Chiedo perdono alle famiglie delle mie tante vittime: oggi sono un uomo diverso». L’ex boss di Sant’Antonio Abate Gioacchino Fontanella, poi passato a collaborare con la giustizia, scrive al quotidiano Metropolis: «E’ l’unico modo che ho per raggiungere i parenti delle persone che ho ucciso». Fontanella, 66 anni di cui circa la metà passati dietro le sbarre, sta scontando l’ergastolo, ma ha il permesso di uscire per recarsi a lavoro.

«Con il passare degli anni, ho meditato su ogni singolo respiro che ho preso, su ogni passo che ho compiuto – scrive nella sua lettera – Ho cercato di capire il dolore, la perdita e la sofferenza che ho causato. Da tempo mi sono reso conto, in modo acuto, dell’enormità delle mie azioni e della loro devastante conseguenza. Non ho parole sufficienti per esprimere il mio profondo dolore e il mio più sentito compianto per le vite che ho tolto e per le famiglie che ho segnato indelebilmente. Spero che un giorno possiate trovare in Voi stessi la forza di accogliere questa mia sincerità e apertura di cuore».

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Infine si rivolge anche ai giovani, mettendoli in guardia: «Il mio è anche un grido di speranza per le nuove generazioni, affinché possano imparare dalla mia tragedia e scegliere un cammino diverso»

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