Mafia, Totò Riina voleva la morte del superpoliziotto La Barbera: vorrei sapere perché non l’hanno ucciso

L’intercettazione depositata al processo sul depistaggio sulla strage di via D’Amelio

«Se io avessi avuto contatti, se noi altri avessimo avuto contatti con questi sbirri, come ieri, ammettere l’avvocato mi ha detto, ma lei, ma chi i Madonia, Nino Madonia, i fratelli Madonia? Ma che cos’è che i Madonia erano confidenti dei servizi segreti, c’era una legge che interessava a loro e loro convincevano Riina a lasciare La Barbera, il commissario La Barbera, gli dicevano non lo dovette toccare. Dice, ma poi come non l’hanno ucciso, dice, non lo so ma lo vorrei sapere perché non l’hanno ucciso. Il poliziotto, carabiniere… ammazzare e non l’hanno ammazzato».

L’intercettazione del defunto boss corleonese Totò Riina al carcere de l’Opera del 8 novembre 2013 con Alberto Lorusso, nella quale parla del progetto di uccidere il superpoliziotto Arnaldo La Barbera è stata depositata nell’udienza di martedi dalla procura generale di Caltanissetta al processo d’appello sul cosiddetto depistaggio sulla strage di via D’Amelio. Sul banco degli imputati ci sono i poliziotti Mario Bo, Fabrizio Mattei e Michele Ribaudo accusati di calunnia aggravata per aver agevolato cosa nostra.

Pubblicità

L’aggravante in primo grado è caduta, mentre per i primi due poliziotti è arrivata la prescrizione del reato mentre per Ribaudo l’assoluzione. «Il carabiniere con uno di Caltanissetta, dei servizi segreti, abitavano a Milano, allora. Ti giuro sui miei figli, sui picciriddi miei, sono cornuti e sbirri, e che avessimo avuto contatti con questi terroristi, questi pentiti, ci spareremmo tutti. La mafia palermitana si sparerebbe tutta. Se avessi avuto contatti con questi, con queste spie, spie che dicono loro, questi spioni sono loro. Le spie era Saro Riccobono, Tano Badalamenti, Stefano Bontate. Questi collaboravano tutti», diceva ancora Riina mentre era recluso al 41bis.

Già il collaboratore di giustizia Francesco Onorato, che ha ucciso Salvo Lima, subito dopo l’inizio della collaborazione nel 1996 aveva rivelato un progetto di attentato ai danni del questore Arnaldo La Barbera, progetto già deliberato nel 1992, tanto che nel periodo da giugno a settembre di quell’anno, mentre egli era alloggiato con la famiglia presso il villaggio turistico La Perla del Golfo a Terrasini, gli era stato dato l’incarico di osservare i movimenti del La Barbera. Dopo l’arresto di Totò Riina e di Biondino dal carcere arrivò il messaggio di concludere il progetto omicidiario.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Acerra, bimba nasce senza vita in clinica: ginecologo indagato

Ipotesi di reato: interruzione colposa di gravidanza La Procura di Nola indaga sulla morte di una neonata venuta alla luce senza vita lo scorso 13...

Torre Annunziata, riaperto l’Ipogeo delle Anime della Basilica della SS. Maria della Neve

Il luogo sacro torna visitabile dopo i lavori di riqualificazione Torre Annunziata riscopre l’Ipogeo delle Anime della Reale Arciconfraternita di Santa Maria del Suffragio e...

Ultime notizie

Beppe Grillo stronca il M5S: «Slogan nei convegni, oblio dopo il buffet»

Il fondatore denuncia una forza ripiegata su se stessa Da forza nata per cambiare la politica a partito che amministra la prossima elezione. È l’accusa...

Terremoto nei Campi Flegrei, 150 famiglie costrette a lasciare la propria casa

Cinque persone ancora ricoverate per traumi e fratture La forte scossa registrata nei Campi Flegrei ha lasciato circa 300 persone senza casa a Pozzuoli. Delle...

Sanità, firmato il rinnovo per oltre 592mila dipendenti: aumenti fino a 240 euro

Al Pronto soccorso crescono le indennità specifiche Il contratto nazionale della sanità 2025-2027 compie il primo passo con la preintesa firmata all’Aran da Agenzia e...