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Amori ridicoli. Le scorie centriste sempre pronte alla poligamia e al concubinato

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Calenda: «Non farò politica con Renzi perché questo modo di fare politica mi fa orrore… l’ho detto 6 milioni di volte». Ci ha ripensato

È proprio vero, ci si può innamorare improvvisamente di chi si odiava il giorno prima; anzi, si può odiare ed amare allo stesso tempo.

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Lo diceva già Catullo alla sua Lesbia: «Ti odio e ti amo. Come possa fare ciò, forse ti chiedi. Non lo so, ma sento che così avviene e me ne cruccio». Il poeta latino non poteva prevedere che la politica italiana avrebbe fatto di più e di meglio, e se dietro le sue parole ci stava una storia di corna vissuta male, nella politica nostrana le corna sembrano essere diventate la regola e si consumano in allegria specie tra i partiti di ultima generazione, con picchi di eccellenza tra i grillini e i vari «centrini» che popolano il centrodestra e il centrosinistra. Probabilmente ispirandosi al celebre romanzo di Mila Kundera, Amori ridicoli.

L’ultimo fulgido esempio di questo ondeggiare di opposti sentimenti e di mutevoli passioni ci viene dalla coppia, recentemente convolata a nozze, di Renzi e Calenda. Del primo, ieri segretario del Pd, rimane nota la promessa di eterno amore nei confronti di Enrico Letta Presidente del Consiglio. Quell’Enrico stai sereno rimbomba ancora nelle orecchie di tutte le coppie quando ci sono avvisaglie di liti coniugali.

Del secondo, già europarlamentare del Pd ed ora leader di Azione, si ricordano le parole accalorate e sprezzanti di fronte alle insinuazioni di Myrta Merlino che lo intervistava su di un possibile legame con Matteo Renzi, non più leader del Pd ma fondatore di Italia Viva: «non farò politica con Renzi perché questo modo di fare politica mi fa orrore… l’ho detto 6 milioni di volte». Oggi sappiamo che l’orrore compulsivo era solo amore represso, un amore che lo ha spinto ad abbandonare la relazione con il Pd, rivelatasi una fugace cotta estiva.

L’ammucchiata con Sinistra Italiana ed Europa Verde

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Anche qui una spiacevole storia di corna poiché il mai sereno Enrico, oggi segretario del Pd, si è lasciato andare ad una dionisiaca ammucchiata con Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni ed Europa Verde di Angelo Bonelli, inaccettabili per Calenda nello stesso lettone del centrosinistra. Inutili le rimostranze di Letta che prometteva di volere andare con le invise «frattaglie di sinistra» al fine di porre un argine alla vittoria della destra fascista e meloniana. Insomma, trattavasi di solo sesso, di un rapporto occasionale e privo di impegni per il futuro.

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Alla fine, tra unioni e divorzi, il «campo largo» del segretario Pd si è ristretto fino a trasformarsi in un campetto da oratorio. La nuova formazione centrista di Calenda e Renzi, celebrate le nozze, si dichiara Terzo Polo nonché «un’alternativa seria» ai due poli tradizionali di centrodestra e centrosinistra.

Trent’anni non sono bastati per smaltire le scorie democristiane della Prima Repubblica ed i centristi sempre spalmati dappertutto, in qualsiasi partito ed in qualsiasi governo, si dichiarano persino alternativi, alternativi anche a se stessi.

Da quelle parti il gioco è facile, basta portare a casa un gruzzoletto di parlamentari e spenderseli sul mercato della governabilità. Naturalmente tutto viene fatto «per il bene del Paese» e «per senso di responsabilità». L’obiettivo principale è non fare governare i «fascisti»; con tutti si può fornicare, ma con i fascisti proprio no. Il modo migliore per entrare nella stanza dei bottoni, o nell’alcova del meretricio, consiste nell’evocare l’ennesimo governo tecnico e Renzi non ne fa mistero: «con un gruppettino di parlamentari faremo quello che abbiamo fatto con Draghi».

Un nuovo salvatore della patria

Stando così le cose, il centrodestra dovrà augurarsi di vincere con un largo margine di voti e di parlamentari perché anche i centristi di casa, come già in passato, sono sensibili alle ammucchiate dei governi tecnici. In fondo sono in molti a sperare che un governo guidato da Giorgia Meloni possa incontrare tali e tante difficoltà da gettare la spugna prima del tempo aprendo così la strada ad un prossimo salvatore della patria affettuosamente proposto dal presidente Mattarella, pure lui vecchia scoria democristiana con propensione all’immortalità.

A fare da sponda alla volubilità centrista potrebbero dare una mano i Cinque Stelle, anch’essi avvezzi all’amore libero, come hanno dimostrato nella legislatura appena spenta, dopo essere saltati da un letto all’altro col furore passionale di una lunga astinenza sessuale.

Seppure ridotti ad una pattuglia parlamentare, potrebbero concorrere a rendere fragile il prossimo governo, verso il quale, ormai privi del senso del pudore, si dichiareranno anch’essi alternativi.

Persino i partitini che si autodefiniscono anti Sistema potrebbero dare il loro contributo di destabilizzazione qualora riuscissero ad entrare in parlamento con un’esigua rappresentanza parlamentare, favorendo proprio l’odiato Sistema che ha bisogno di destabilizzare i governi in carica per poter calare dall’alto i propri uomini. Soprattutto al Senato, la futura maggioranza potrebbe avere numeri risicati tali da favorire nuovi divorzi e nuove unioni per una nuova stagione all’insegna della poligamia e del concubinato.

Nuccio Carrara
Già deputato e sottosegretario
alle riforme istituzionali

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