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Il centrosinistra alle prese con il Partito del Miele e il Partito della Bistecca

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Urge l’elezione diretta del Presidente della Repubblica o del Premier

Se qualcuno bussa alla vostra porta, con ogni probabilità potrebbe essere Enrico Letta, il segretario del Pd in cerca di voti «per battere la destra». È determinato a «girare casa per casa» in assetto di guerra, anzi, «con occhi di tigre» per mettervi paura e spingervi a mobilitarvi contro l’avanzata del fascismo, l’Ur-fascismo, per dirla con Umberto Eco, il fascismo perenne, quello che non muore mai e che torna sempre comodo nelle campagne elettorali quando non si ha niente da dire, secondo l’autorevole insegnamento di Togliatti.

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Bussare alla porta di qualcuno non sempre porta ad un lieto fine e, se si ricorda il film di Martin Scorsese «Chi bussa alla mia porta», viene in mente il triste finale dei fidanzati che si lasciano prima dell’agognato matrimonio. Da sconsigliare anche le visite notturne, pensando ad un’opera di Vincenzo Consolo dal titolo che potrebbe indurre in tentazione: Nottetempo casa per casa. Anche qui non è che ai protagonisti le cose siano andate meglio tra spiritismo e follia.

Eppure Letta è determinato a molestare gli italiani di giorno e di notte, non solo in prima persona ma sguinzagliando «centomila volontari per la campagna casa per casa». La campagna di arruolamento, però, non sta andando molto bene ed il grido di battaglia, «o noi o Meloni» si sta perdendo nel vuoto delle idee e dei programmi elettorali.

A complicargli la vita sono le bizze dell’ex Pd Carlo Calenda, oggi leader di Azione, che può vantare un avvio di carriera che lo ha visto vendere con successo fondi di investimento e polizze porta a porta, un’esperienza che potrebbe tornare utile a Letta nello spaccio di antifascismo per battere le destre (stavolta con l’uso del plurale) senza divisioni e scongiurando un terzo polo.

Impegno Civico di Tabacci e Di Maio

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Nel caravanserraglio del centrosinistra un indubbio elemento di novità è costituito da Impegno Civico di Tabacci e Di Maio il primo democristiano incallito ed il secondo l’inveramento della famosa battuta di Pitigrilli: «Si nasce incendiari e si finisce pompieri». Entrambi impegnati a sopravvivere politicamente, si dichiarano profeti dell’eterno Verbo centrista in versione post-montiana e neo-draghiana.

Il simbolo è impreziosito con l’immagine di un’ape, che potrebbe far pensare ad un «Partito del Miele», versione aggiornata e seriosa del «Partito della Bistecca», recante nel simbolo una mucca, nato agli inizi degli anni ’50 del secolo scorso per irridere alle promesse elettorali dei partiti tradizionali.

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In questo modo il proprio futuro è assicurato secondo Di Maio che, in tenuta post-grillina, invita tutti i leader a sottoscrivere una lettera da inviare alla Von der Leyen per ritrovarsi uniti nel sostegno a Draghi senza aspettare la fine della legislatura perché «famiglie e imprese non possono aspettare».

Tutti pazzi per Draghi nel centrosinistra e tutti con la sua Agenda sotto braccio, che ha garantito così tanti successi e così stupefacenti, che possono essere notati solo sotto l’effetto di certe sostanze di cui si vorrebbe promuovere il libero uso in libero stato, confusionale.

Dopo la moria di parlamentari, Grillo strilla contro i fuorusciti, gratificati del titolo di zombie, nel tentativo di andare in soccorso di Conte in evidente debito di ossigeno, e di voti. Nel centrodestra la navigazione sembra procedere tranquilla, col conforto dei sondaggi, dopo avere superato alcuni mal di pancia tra i partiti della coalizione.

Il governo di centrodestra

La legge elettorale non è stata cambiata come avrebbe voluto il Pd e nei collegi uninominali si spera di ottenere quel numero di parlamentari che faccia superare il 50% della rappresentanza anche a fronte di un 46% di consensi elettorali.

Questo potrebbe consentire la formazione di un governo di centrodestra in un rinato bipolarismo destrutturato nelle precedenti elezioni grazie all’irrompere dei Cinque Stelle e del loro spudorato trasformismo filo-governativo. Tuttavia saranno tempi difficili se si pensa che il deep state italiano lo Stato profondo di casa nostra farà di tutto per rendere difficile la navigazione di un governo senza la sinistra. Per di più vi sarà l’intrusione a gamba tesa degli organismi sovranazionali, che lasciano poco spazio alla sovranità nazionali imponendo una regia fuori sede, ubicata nei palazzi di UE, NATO, OMS, USA ecc.

La galassia che si definisce anti-sistema formata da piccole formazioni politiche di recente costituzione, al di là di encomiabili intenzioni, potrebbe finire col fare il gioco della sinistra non consentendo al centrodestra di avere una maggioranza forte. In questa direzione va anche la diminuzione drastica dei parlamentari che potrebbe rendere precario qualsiasi governo.

Bisogna sperare che il centrodestra al governo, andando oltre il conformismo dilagante, che lo fa somigliare stranamente ad un centrosinistra riveduto e corretto, adotti tempestivamente una riforma costituzionale che consenta agli italiani di eleggere direttamente il Presidente della Repubblica, o il Premier, per sottrarre agli intrighi di palazzo la nomina dei vertici dello Stato. Solo così potrebbe cominciare un’altra storia.

Nuccio Carrara
Già deputato e sottosegretario
alle riforme istituzionali

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