Il decreto legge Coronavirus slitta ancora. Oggi la convocazione del Consiglio dei Ministri?

Forse oggi, ma addirittura il via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge che dovrebbe contenere le prima misure economiche per fronteggiare l’emergenza Coronavirus potrebbe slittare a domenica. Segnale che c’è ancora da lavorare e soprattutto trovare la quadratura, non semplice, del complesso mosaico di norme e misure.

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Dura censura di Mattarella e la Bce fa marcia indietro

Sono ore, quindi, di febbrili trattative sia sul piano nazionale che su quello europeo. Proprio quest’ultimo registra notevoli tensioni e polemiche, che hanno coinvolto anche il Capo dello Stato Mattarella che ha censurato duramente l’uscita di due giorni fa della presidente della Bce Lagarde sul mancato impegno dell’Europa per il contenimento dello spread. Un intervento del presidente della Repubblica che ha portato la Bce sui propri passi al punto che la Lagarde ha assicurato flessibilità e sostegno economico all’Italia.

Un clima più disteso rispetto a 48 ore fa di cui ne ha beneficiato anche la Borsa di Milano che ieri ha chiuso con un +7 per cento, recuperando circa 24 miliardi di euro rispetto al giorno prima anche se le passività rimangono pesanti: 205 miliardi di capitalizzazione bruciata, il 36,4 per cento di perdite.

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Da FdI soddisfazione: «Accettate nostre proposte», ma la Lega attacca: «decreto troppo lungo, assomiglia al Milleproroghe»

Ma è sul tavolo nazionale che chiaramente si gioca il grosso della partita. Da Fratelli d’Italia si continua ad essere fiduciosi, perché come ha spiegato Giorgia Meloni «ci saranno alcune nostro proposte e dell’opposizione di centrodestra. Su altro abbiamo posto problemi, aprendo una breccia nel governo, in alcuni casi Gualtieri ha detto non farà in tempo per domani (oggi ndr)». E di soddisfazione in soddisfazione, da FdI si fa notare che il governo avrebbe accolto anche la proposta di un bonus alle famiglie con un disabile.

Ad essere critica è invece la Lega che dal suo Dipartimento economia esprime perplessità sul provvedimento. Sotto accusa le bozze che in queste ore stanno circolando e che a detta dei leghisti sarebbero di «un centinaio di pagine, in cui le forze di maggioranza hanno fatto confluire per mille rivoli provvedimenti non tutti particolarmente urgenti, qualche volta ereditati dalla lavorazione del milleproroghe». Lunghezza che per la Lega non sarebbe in linea con quanto concordato qualche giorno fa con il governo. Intanto però dal MEF smentiscono dichiarando le bozze in circolazione «del tutto inattendibili».

Conferme per bonus babysitter e slittamento adempimenti fiscali. Per le elezioni Regionali e Comunali se ne riparlerà in autunno

Bozze o meno naturalmente lo scontro è anche sui contenuti. Per ora sono confermate le indiscrezioni della vigilia e cioè dovrebbero rientrare misure come il bonus babysitter, il congedo parentale e altre legate alla disoccupazione, come la Cig, e alcuni ammortizzatori sociali. Per il momento confermati anche interventi sullo slittamento degli adempimenti tributari e interventi a favore dei lavoratori autonomi.

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Inserite norme riguardanti la sanificazione dei luoghi di lavoro e anche la possibilità da parte delle aziende di bloccare l’attività per alcuni giorni proprio per mettersi in regola con le nuove norme sulla salute dei dipendenti. Inoltre stanziamenti per il rafforzamento del personale sanitario e per l’acquisto di materiale sanitario. Infine, ma non meno importante, lo slittamento in autunno delle elezioni amministrative (regionali e comunali) con l’impegno riguardo il referendum costituzionale che questo non si tenga oltre l’autunno del 2020.

Quindi, quella che dovrebbe essere la prima significativa risposta sul piano economico all’epidemia Covid-19 è ancora un cantiere dove bozze, idee e proposte si alternano. Tutti guardano ad oggi nella speranza che l’agenda di Palazzo Chigi si riempia ufficialmente con il CdM, perché, ed è la convinzione di molti, più passano i giorni e più la crisi si aggrava.

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