Movida, il Tar boccia l’istanza dei locali contro l’ordinanza. Ricorso dei residenti di piazza Bellini

Prima riunione per la consulta della notte

Resta in vigore l’ordinanza restrittiva nei confronti dei locali di vico Quercia e zone limitrofe, ma non solo. I residenti di piazza Bellini, rappresentati dall’avvocato e consigliere comunale Gennaro Esposito, hanno presentato al Tar un ricorso identico a quello che ha previsto la condanna del Comune e imposto che l’amministrazione prendesse provvedimenti per contrastare l’inquinamento acustico e il rumore antropico in vico Quercia e aree limitrofe.

Il risultato, dopo la scorsa sentenza, è stata la firma da parte del sindaco dell’ordinanza che prevede, nella zona di vico Quercia e strade adiacenti, la chiusura anticipata dei locali alle 00:30 in settimana, all’1:30 nel weekend e il divieto di vendita e somministrazione da asporto di bibite alcoliche e analcoliche dopo le 22:00 per due mesi, dal 3 novembre. Piazza Bellini rischia le stesse sorti, in quanto un provvedimento differente adottato da San Giacomo potrebbe essere impugnato da parte dei locali di vico Quercia.

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Il ricorso per la revisione dell’ordinanza

Intanto, gli esercizi commerciali della zona interessata dall’ordinanza in vigore, quindi Cisterna dell’Olio, vico Quercia e aree limitrofe, hanno presentato un ricorso per la revisione dell’ordinanza. Il ricorso, intentato da otto esercenti difesi dall’avvocata Roberta Valmassoni, non è stato accolto.

Il Comune, che ha poi deciso di imporre strette ai locali per adempiere alla sentenza del Tar, era stato portato in tribunale dai residenti di vico Quercia, Cisterna dell’Olio, piazza Bellini e piazza San Domenico Maggiore mesi fa per inquinamento acustico e l’elevato rumore antropico, che influirebbero negativamente sulla salute e sul diritto alla vivibilità dei cittadini.

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Secondo il Tar e i rilievi eseguiti sul territorio, la richiesta dei residenti era legittima. Pertanto, la condanna per San Giacomo è stata, oltre all’imposizione di prendere adeguati provvedimenti, un risarcimento per i residenti di 1,2 milioni di euro. Una delle maggiori contestazioni da parte degli esercizi commerciali è il principio di concorrenza sleale che si genera tra i locali della zona interessata dall’ordinanza e quelli che invece, a pochi metri, continuano a seguire la normativa nazionale in vigore.

Inoltre, i trenta locali di Bellini e vico Quercia, rappresentati dall’avvocata Valmassoni, prima dell’emissione dell’ordinanza presentarono agli assessori un documento a firma congiunta in cui erano presenti delle proposte per le strette ai locali che, secondo loro, non avrebbero danneggiato le attività coinvolte. Tra queste, una prevedeva chiusura anticipata dei locali all’una in settimana e alle due nel weekend, con il rispetto del divieto di vendita da asporto dopo mezzanotte, come previsto dalla normativa nazionale.

La consulta della notte

Lunedì 17 novembre è stata infine convocata per la prima volta la consulta della notte: il nuovo organo consultivo che dovrebbe servire per conciliare le esigenze di tutti gli attori coinvolti. Intorno al tavolo, a San Giacomo, si sono riunite diverse associazioni, come Artèteka di piazza San Giovanni Maggiore, con rappresentanti anche di alcuni artisti di strada, Tutta Colpa Dei Locali, ossia i locali di piazza Bellini e vico Quercia, il Forum dei Giovani, Confcommercio, rappresentanti dell’ASL, alla presenza degli assessori del Comune di Napoli Chiara Marciani, con la delega alle politiche giovanili, e Teresa Armato, con delega al Turismo e alle Attività Produttive.

Presenti anche delegati degli assessori Antonio De Iesu, alla sicurezza e alla Polizia Municipale e alla Legalità, e Vincenzo Santagada, con delega alla salute e al verde.

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