Torre Annunziata, Pierpaolo Telese si dimette da capo dello staff del sindaco

Le dimissioni consegnate al primo cittadino

Pierpaolo Telese avrebbe formalizzato ieri pomeriggio la sua rinuncia al ruolo di capo dello staff del sindaco di Torre Annunziata, Corrado Cuccurullo. Una decisione che piomba su Palazzo Criscuolo in un momento delicato per l’amministrazione, a pochi giorni dalla diffusione di un rapporto della Guardia di Finanza che ipotizza lo scioglimento del Consiglio comunale per finalità preventive. La lettera con cui Telese comunica la decisione, riferisce Raffaele Perrotta su «il Mattino», è stata consegnata direttamente al sindaco: i contenuti, tuttavia, restano per ora riservati. Le dimissioni diventeranno effettive dopo qualche giorno di ferie.

Il nome nei fascicoli della prefettura e della commissione d’accesso

Il nome di Telese, si legge ancora nel giornale partenopeo, figura in un fascicolo all’esame della prefettura, corredato da informative della polizia municipale e dei carabinieri. Compare inoltre nella relazione redatta dalla commissione d’accesso nel 2022, documento che aveva portato allo scioglimento del Consiglio comunale guidato all’epoca da Vincenzo Ascione, il secondo caso nella storia di Torre Annunziata. Gli atti indicano un legame sentimentale tra Telese e una donna incensurata e considerata estranea a contesti criminali, ma parente stretta di esponenti di rilievo del clan Gallo-Cavalieri.

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Pierpaolo Telese, un percorso politico lungo tre decenni

L’impegno politico di Telese nella macchina comunale ha inizio nel 1995, quando viene eletto consigliere comunale di maggioranza nelle file del Pds, sostenendo la giunta di Francesco Maria Cucolo. Si trattò di una tornata elettorale significativa, che seguì al commissariamento dell’ente e al primo scioglimento dell’assemblea cittadina, oltre che agli strascichi di Tangentopoli Oplontina, lo scandalo che negli anni Ottanta portò all’arresto di figure di spicco della politica locale.

Negli anni, Telese ha ricoperto più volte la carica di assessore, oltre a essere stato segretario del Partito Democratico di Torre Annunziata. Successivamente si è avvicinato al movimento promosso da Luigi De Magistris, candidandosi a sindaco nel 2017 senza però riuscire a prevalere. Dopo cinque anni all’opposizione, nel 2024 ha riallacciato i rapporti con il Partito Democratico, schierandosi a favore della candidatura di Cuccurullo. Dopo la vittoria elettorale, ha iniziato a collaborare informalmente con l’amministrazione, insieme ad altre quattro persone, prima di essere nominato ufficialmente capo dello staff. Un aspetto, quest’ultimo, evidenziato come anomalia nei documenti degli investigatori.

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Pierpaolo Telese: «La camorra non è mai entrata in casa mia»

A seguito della pubblicazione del dossier sui media domenica scorsa Telese aveva commentato: «ibadisco come ho sempre fatto: la camorra in casa mia non è mai entrata e mai entrerà. Ho speso gli anni del mio impegno civile e politico per contrastare la subcultura mafiosa e chi mi sta al fianco condivide con me principi e valori di legalità. I parenti non si scelgono, ma si può scegliere con assoluta fermezza di starne a debita distanzaa».

Ha aggiunto, richiamando vicende del passato: «Nel maggio del 2022, dopo anni di opposizione politica, ho dovuto subire l’onta di una citazione e l’accostamento a ambienti e persone a me lontani anni luce. Una citazione gratuita, senza possibilità di difesa, ma soprattutto senza fondamento giuridico, visto che Il Ministero dell’Interno ha poi rinunciato ad avviare il procedimento di incandidabilità nei miei confronti, restituendomi parziale serenità».

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