Camorra, clan Polverino: l’asse con Mallardo, Lago e Casalesi per il business del calcestruzzo

Il racconto di Domenico Verde: Peppe ‘o Barone fece da ‘paciere’ tra i gruppi della mala collinare

Da costola dei Nuvoletta di Marano a organizzazione criminale indipendente. A raccontare l’ascesa del clan Polverino nel mondo della camorra campana le dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia che dalla metà degli anni Novanta a oggi hanno permesso ai magistrati della Dda partenopea di ricostruirne la struttura, gli affari e le alleanze.

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Sono soprattutto i rapporti con le altre organizzazioni malavitose, non solo campane, a occupare un posto di rilievo in una voluminosa ordinanza che ha portato all’arresto di circa quaranta presunti affiliati al clan guidato da Giuseppe Polverino. I magistrati dell’antimafia, infatti, grazie a quanto dichiarato dai pentiti hanno potuto ricostruire la fitta trama di alleanze e accordi esistenti tra il clan di Polverino, e altri gruppi operanti in diverse zone di Napoli, in particolare nell’area flegrea e in quella collinare.

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Rosario Privato, uno dei killer di Silvia Ruotolo, poi divenuto collaboratore di giustizia, ad esempio, raccontò ai magistrati di un incontro avvenuto presso una delle abitazioni a disposizione dei Polverino e a cui avrebbe partecipato, oltre a lui, anche Giovanni Alfano, all’epoca dei fatti ras del Vomero. Sui rapporti tra i Polverino e i ‘vomeresi’ disse molto anche Domenico Verde, narcos del gruppo e responsabile dei traffici di droga dalla Spagna. Il collaboratore spiegò ai magistrati di come sarebbe stato proprio Polverino a fare da ‘paciere’ tra i gruppi della mala collinare.

Gli interessi nell’edilizia

Stretti anche i rapporti tra i Polverino e i clan che operavano nell’area flegrea, in particolare per quanto riguarda il settore dell’edilizia, una delle principali fonti di guadagno della cosca del ‘Barone’, come è soprannominato Polverino.

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Luigi Diana, ex affiliato al cartello dei Casalesi riferì di come, grazie alla mediazione di Francesco Bidognetti e di Francesco Mallardo, quest’ultimo alleato dei Polverino, si fosse giunti a un accordo con Pietro Lago di Pianura per la spartizione del ‘mercato’ del calcestruzzo nella zona flegrea.

All’accordo, ha spiegato il collaboratore, avrebbe partecipato anche il defunto boss Gennaro Licciardi. Pur mantenendo l’alleanza con Poggio Vallesana, storica residenza dei Nuvoletta, Polverino iniziò a operare da solo nel mercato degli stupefacenti al punto da diventare il più grosso importatore di hashish dalla Spagna.

Su questo episodio riferì Michelangelo Mazza che spiegò come, grazie ai rapporti con i Polverino, l’alleanza formata dai Misso con i Mazzarella e i Sarno fosse diventata esclusivista per la vendita di fumo nel centro storico di Napoli e di come poi questo accordo sia saltato per la volontà dei Mazzarella e dei Sarno di mantenere proprio canali per il rifornimento di droga. Non sempre idilliaci invece furono i rapporti tra Polverino e i Sarno, soprattutto per quanto riguarda la spartizione delle estorsioni nella zona di Pozzuoli dove i ‘ponticellari’ si erano insediati grazie all’alleanza con i Longobardi.

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