Applausi e lacrime per l’ultimo saluto a Santo Romano: «Giustizia»

Il vescovo Francesco Beneduce: «C’è nostra responsabilità. Come adulti abbiamo abdicato»

Sono appena terminati i funerali di Santo Romano, il 19enne incensurato ucciso nella notte tra venerdì e sabato a San Sebastiano al Vesuvio. Applausi e lacrime hanno accompagnato il feretro fuori dalla chiesa, dove i familiari sedevano in prima fila. Vicino a loro, i compagni di Santo del Micri, la squadra di calcio nella quale giocava come portiere, con la divisa blu.

L’omelia del vescovo

«Non possiamo permetterci che queste vite finiscano e qui c’è una responsabilità delle città, non tanto dei sindaci in senso stretto, ma nostra. Come adulti abbiamo abdicato. In questo momento vorrei dire: Signore, paralizza le mani di chi vende le pistole così facilmente e a così poco prezzo, perché questo ha un prezzo che non si misura». Il vescovo ausiliare di Napoli, monsignor Francesco Beneduce, chiude così l’omelia.

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«Ti prego Signore – aggiunge – non vorrei maledire, ma nel nome di Dio blocca le mani di chi si procaccia denaro in questo modo. Vada alla Caritas, venga a casa mia, ma fa’ che nessuno si ingrassi in nome di una vita stroncata». Rivolgendosi agli amici del ragazzo ucciso, Beneduce usa una metafora calcistica, ricordando la passione di Santo, che giocava come portiere nel campionato di Eccellenza.

«È come se in questo momento la palla passi nella metà campo nostra – spiega – Voi sapete che lo sport è duro e richiede sforzo, fatica, prove. Santo direbbe “fate gioco di squadra”, scegliete la vita. Se in questo momento dovesse esserci solo rabbia, tristezza, collera, sarebbe come se non raccogliessimo il testimone, come se la palla buttata nella metà campo la lasciassimo lì, perché tristezza, rabbia e collera portano solo alla morte. In questo momento diventa importante quale maglietta volete indossare. Il mondo ha bisogno di voi, giocate con la maglietta giusta nel campo giusto».

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«Giustizia, giustizia»

A concelebrare don Tonino Palmese, don Enzo Cozzolino, padre Maurizio Patriciello e padre Fedele Mattera. In una chiesa gremita, anche i gonfaloni della Regione Campania, del Comune di San Sebastiano al Vesuvio (presente il sindaco Giuseppe Panico) e della città di Casoria (con il sindaco Raffaele Bene). Grande folla pure all’esterno della chiesa. Dopo la funzione religiosa, Michele Visone presidente del Micri calcio si è rivolto ai giovani: «i nostri no non prendeteli come una negazione, non giratevi dall’altra parte».

Subito dopo un’amica ha letto i momenti di amicizia vissuti in comitiva fino alla tragedia. Un lungo applauso e il coro ‘giustizia, giustizia’, scandito dagli amici e dalle tante persone presenti all’interno e all’esterno della chiesa hanno chiuso il funerale. Alcuni amici del ragazzo hanno acceso dei fumogeni bianchi, tra le lacrime dei familiari e delle persone a lui care.

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