Il ministro Nordio avvia l’iter per il ritorno di Chico Forti

Nel nostro Paese sconterà ancora l’ergastolo ma sottoponendosi alle leggi italiane

L’iter per il ritorno di Chico Forti è partito infilando il «tassello decisivo» per il suo trasferimento nel nostro Paese, verso il quale potrebbe aprirsi presto la strada della libertà vigilata e in seguito di quella definitiva, se le norme italiane lo consentiranno.

Dopo il via libera della Florida al trasferimento del detenuto trentino, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha trasmesso al Procuratore generale di Trento l’atto, a sua firma, con cui chiede di promuovere alla Corte di appello il riconoscimento della sentenza penale irrevocabile emessa dalle autorità statunitensi nei confronti del surfista e produttore televisivo, condannato con l’accusa dell’omicidio premeditato di un imprenditore australiano, di cui si è sempre dichiarato innocente.

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Forti potrebbe ora trovarsi presto di fronte a un giudice americano per l’ultima volta: rappresentato da un avvocato, comparirà di fronte a un magistrato federale per confermare il proprio assenso. L’ultimo passaggio sarà quindi l’esecuzione del trasferimento, di cui si farà carico l’Italia, prendendo in consegna il detenuto trentino.

Il Guardasigilli ha intanto inviato all’autorità giudiziaria italiana anche la documentazione inoltrata dal Department of Justice di Washington: passaggi tecnici, di competenza di via Arenula, ma necessari e che rappresentano – si apprende da ambienti del ministero – un tassello decisivo della procedura.

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Allo stesso tempo Nordio ha trasmesso al Dipartimento di giustizia statunitense le informazioni tecniche richieste in merito alle modalità di esecuzione della pena in Italia. Anche quest’ultimo non è un dettaglio di poco conto. Durante la precedente fase di trattative tra il governo italiano e quello americano uno degli ostacoli più difficili nella trattativa era stato il nodo dell’ergastolo senza condizionale previsto negli Usa, infine superato.

Il proseguimento dell’esecuzione

Nel nostro Paese Chico Forti sconterà ancora l’ergastolo, ma sottoponendosi alle leggi italiane, compresi i benefici premiali nel caso in cui siano previsti. Sarà quindi applicata la procedura del «proseguimento dell’esecuzione» o della «conversione della sentenza», specificando anche la natura e la durata della pena che il detenuto sconterà, che pare virare verso misure decisamente più lievi e la fine della detenzione.

L’avvocato Alexandro Tirelli, consulente della famiglia Forti in Italia, ha spiegato nelle scorse settimane che Chico – il quale finora ha già scontato 24 anni – potrebbe ottenere al suo ritorno la libertà condizionale. E questo, aveva precisato, in virtù della norma che prevede il beneficio «dopo 26 anni dall’applicazione dell’ergastolo e se il condannato resipiscente ha dimostrato condotta irreprensibile».

Per Tirelli, «grazie alla libertà condizionale Forti potrebbe uscire dunque dal carcere e cominciare il periodo di cinque anni di libertà vigilata al termine del quale, se non avrà commesso ulteriori reati, potrà ottenere la piena libertà, cioè il fine pena. Avendo già scontato ormai 24 anni – sottolineava ancora il legale – ritengo che il Tribunale di sorveglianza debba riconoscergli i benefici di legge, quindi uno sconto di pena di tre mesi per ogni anno di pena sofferta in prigione». Probabilmente ci vorranno comunque ancora alcune settimane per il rientro del surfista, che in ogni caso tornerà vicino ai suoi affetti.

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