Tossicodipendenti e disoccupati prestanomi del clan: nipote del boss tra arrestati

Il clan D’Alessandro li «pagava» 5 euro al giorno

Erano intestate a tossicodipendenti e disoccupati, a cui la camorra dava 5 euro al giorno per fare da prestanome, alcune agenzie di scommesse utilizzate per riciclare i proventi illeciti frutto di scommesse clandestine e delle estorsioni: è quanto emerso dalle indagini dei finanzieri di Castellammare di Stabia (Napoli), coordinate dalla Guardia di Finanza di Torre Annunziata (comandante colonnello Gennaro Pino) e dalla DDA, che hanno consentito di arrestare sette presunti appartenenti al clan D’Alessandro e di sequestrare sei attività commerciali tra internet-point e agenzie di scommesse tra Castellammare e Sant’Antonio Abate, dove sono stati anche trovati totem clandestini per effettuare le puntate.

Punti Chiave Articolo

Le accuse a vario titolo contestate dagli inquirenti ai 17 indagati (sette dei quali arrestati) sono associazione per delinquere oltre che di trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio ed estorsione, aggravati dal metodo mafioso. Nelle attività commerciali del clan finivano anche i proventi del «pizzo» imposto ai commercianti di quella zona a sud di Napoli, come quelle documentate in occasione del Natale 2021: il clan imponeva le estorsioni chiedendo ai negozianti denaro per i detenuti in cambio di gadget e materie prime per il commercio (buste e imballaggi) che spesso però neppure consegnava.

Pubblicità

Le agenzie di scommesse si avvalevano della collaborazione di broker – sia italiani, sia stranieri – delegati alla raccolta delle puntate clandestine che il clan D’Alessandro riciclava nelle sue attività imprenditoriali fittiziamente intestate a prestanome.

I coinvolti nell’operazione

Figura anche Michele D’Alessandro, 31 anni, nipote omonimo del defunto capoclan deceduto in carcere nel 1999, tra i destinatari dei sette arresti. Insieme con lui sono stati arrestati anche altri presunti appartenenti al clan D’Alessandro: si tratta di Roberto Di Somma, 37 anni; Armando Barretta, 24 anni; Rodolfo D’Apuzzo, 32 anni; Matteo Di Lieto, 34 anni; Antonio e Ugo Lucchese, di 41 e 62 anni. Michele D’Alessandro junior (figlio di Luigi D’Alessandro) è stato di recente condannato a nove anni di reclusione per estorsione e associazione a delinquere di tipo camorristico.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Appalti truccati a Sorrento: disposti 15 interrogatori preventivi

La Procura ha chiesto misure cautelari per 21 indagati L’indagine sui presunti illeciti negli appalti e nei concorsi pubblici del Comune di Sorrento registra un...

Movida a Napoli, la delibera misteriosa di Manfredi: «È fatta, va solo approvata»

Il sindaco: «Pronta da un anno». Pesano le divisioni in maggioranza Ancora un ricorso dei residenti contro il Comune di Napoli. La causa è il...

Ultime notizie

Appalti truccati a Sorrento: disposti 15 interrogatori preventivi

La Procura ha chiesto misure cautelari per 21 indagati L’indagine sui presunti illeciti negli appalti e nei concorsi pubblici del Comune di Sorrento registra un...

Campania, stop a Marco Nonno: in Consiglio regionale entra Lea Romano

La Giunta delle Elezioni: quadro giuridico invariato La Giunta delle Elezioni chiude il dossier sulla surroga di Edmondo Cirielli: Marco Nonno non entrerà in Consiglio...

Mondragone, casa trasformata in market della droga: 7 misure cautelari | Video

Smantellata una piazza di spaccio gestita in famiglia Dietro una normale abitazione di Mondragone, secondo gli investigatori, era stato organizzato un vero punto di riferimento...