Manovra, il governo tra bonus bollette, pensioni e giovani: ipotesi staffetta generazionale

Sanità, si lavora al taglio delle liste di attesa

Non solo quota 103. Mentre il governo ragiona sull’opportunità di prorogare gli aiuti sulle bollette, prende quota l’idea di occuparsi in manovra anche delle pensioni dei giovani, sotto forma di sostegno alla staffetta generazionale. Mentre la sanità lavora al taglio delle liste di attesa attraverso più strumenti, dalle prescrizioni al miglior utilizzo delle sale operatorie. Arrivare fino a fine anno con il bonus bollette, ribadisce il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto, è una «valutazione in corso», che coinvolge anche l’Iva agevolata al 5% sul gas.

Pensare ai giovani, invece, è un chiodo fisso della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e non a caso la questione era stata emersa, come una delle poche novità, anche dal vertice di maggioranza della scorsa settimana. Ora l’idea inizia a diventare concreta perché, fa sapere il ministro delle Imprese Adolfo Urso, una norma sul turn over che all’ultimo non è entrata, per una questione di coperture, nel ddl Made in Italy potrebbe essere inserita nella legge di bilancio. La misura, spiega lo stesso Urso «permette per due anni al pensionato di formare un giovane sotto i 35 anni, assunto con contratto a tempo indeterminato».

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Il disegno di legge citato da Urso prevedeva nella sua bozza inziale che le aziende con almeno 50 unità potessero stipulare un contratto di due anni con un lavoratore andato in pensione da non più di 24 mesi che si impegnasse a svolgere un’attività di tutoraggio nei confronti di under 30 (o under 35 se laureati) assunti a tempo indeterminato.

Part time per chi sta per uscire dal lavoro

Ma non è l’unica ipotesi alla quale si starebbe lavorando. Dalle indiscrezioni emerse in questi giorni, si starebbe ragionando anche su una sorta di part time (sul modello di alcuni Paesi scandinavi) per chi sta per uscire dal lavoro. Una norma che, però, a conti fatti, se i contributi di entrambi i lavoratori fossero a carico dello Stato, potrebbe risultare molto onerosa. Il tutto in una legge di bilancio che parte già con risorse limitate.

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L’idea però esiste e starebbe particolarmente a cuore al Mimit – che proporrà tre collegati, «uno sul mare, uno che riguarda la space economy» e un terzo su «blockchain e intelligenza artificiale» – che vorrebbe realizzarla già con la manovra. Sempre per agevolare i giovani, inoltre, secondo quanto riferiscono fonti di maggioranza, si starebbe valutando la possibilità di inserire peraltro nella legge di bilancio anche fondi per facilitare il riscatto della laurea.

Opzione Donna

Prosegue, nel frattempo, il confronto anche sul resto dell’ampio dossier pensioni. E si valutano le soluzione tecniche per provare ad allargare la platea delle beneficiarie di Opzione Donna. Tra le ipotesi c’è quella di togliere il paletto dei figli per le lavoratrici che usufruiscono ora dell’agevolazione (caregiver, invalide e licenziate o lavoratrici di aziende in crisi). Anche senza uno o due figli queste tre categorie potrebbero, dunque, ottenere l’uscita dal lavoro già a 58 anni.

Sul fronte coperture si apre intanto un altro fronte, basato sui dubbi del Servizio bilancio del Senato. I tecnici si soffermano stavolta sul decreto Tim e sui 2,5 miliardi necessari per l’ingresso del Mef nella Netco della rete: una cifra di cui sarebbe opportuno chiarire l’impatto sui conti, se concentrato cioè solo sul 2023 o in parte anche sul 2024. Eventuale nuova grana, in questo caso, anche per la manovra.

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