Sangiuliano: “chi attacca un monumento pagherà il ripristino”

Il Ministro: “multe fino a 60mila euro. Anche i materiali vegetali nocivi”

“L’attacco ai monumenti è attacco allo stesso ambiente che si presume di voler tutelare e salvaguardare. Fino ad oggi, io devo insistere su un dato fondamentale, i costi sono stati sostenuti dalla collettività”.

Lo ha detto il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano rispondendo all’interrogazione di Maurizio Lupi di Noi Moderati sulle iniziative “per assicurare la tutela del patrimonio artistico e culturale, scoraggiando iniziative di vandalismo e promuovendo una visione culturale integrale rispettosa del paesaggio e dell’ambiente italiano”. “Il ripristino della facciata del Senato è costato 40mila euro, più o meno la stessa cifra è costato l’intervento su Palazzo Vecchio. Nel caso della statua di Vittorio Emanuele a Milano si è dovuto procedere a una vera e propria gara d’appalto e ad un costo di 200mila euro. Già siamo a una cifra considerevole che al momento è sostenuta dai cittadini contribuenti” ha spiegato il ministro. “Noi abbiano approvato nel Consiglio dei ministri dell’11 aprile scorso una norma che punta a far pagare ai responsabili di questi atti – prescindendo poi da quello che sarà il dato penale che seguirà il suo corso per opera della magistratura – immediatamente una multa fino a 60mila euro comminata dal prefetto, quindi molto immediata, i costi necessari per il ripristino dei luoghi. Chi attacca un monumento si fa carico di pagare la pulitura e il ripristino del monumento” ha detto Sangiuliano.

Pubblicità

Ringraziando per questa interrogazione, nella piccola premessa “quasi di natura filosofica” il ministro ha ricordato: “Benedetto Croce diceva che il paesaggio è il volto amato della patria. Chi attacca i monumenti attacca una parte di paesaggio, perché ormai tutti gli studiosi hanno coniato e aderito alla nozione di antropizzazione del paesaggio, cioè nel paesaggio non ci sono soltanto i fiumi, i laghi, le montagne che noi abbiamo il dovere di preservare, ma nel paesaggio rientra anche tutto ciò che il genio umano ha prodotto in secoli di storia. Cosa sarebbe il paesaggio di Roma senza il Colosseo o il paesaggio di Milano senza il Duomo o il paesaggio di Napoli senza il Maschio Angioino?”.

In chiusura ha sottolineato: “Sfatiamo un altro mito: è stato detto che vengono usati materiali vegetali che non danneggiano. Questo è tutto da verificare: io ho affidato a una commissione interna esperta del ministero uno studio in proposito, ma già le prime risultanze mi dicono che alcuni marmi sono porosi e quindi quello che viene gettato resta all’interno delle strutture”.

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Attentato a Donald Trump, attacco al gala dei corrispondenti: fermato un uomo

Evitata tragedia alla Casa Bianca Un boato improvviso, poi gli spari e il fuggi fuggi generale: il gala dei corrispondenti della Casa Bianca diventa teatro...

L’Istat inchioda il Superbonus di Conte: deficit al 2,7% senza la misura

La zavorra dei crediti fiscali: 8,4 miliardi per il 2025 Il deficit sarebbe stato più vicino al 2,7% del Pil senza il Superbonus. È questo...

Ultime notizie

Napoli cresce, ma chi la governa? Una città attrattiva ma senza controllo

Fondi e turismo non bastano senza una macchina comunale che funzioni Napoli cresce, e lo fa rapidamente. Nel 2025 ha avuto circa 14 milioni di...

Dl lavoro, un miliardo per Sud, giovani e donne: arriva il salario giusto

Stop ai contratti pirata Il dl lavoro approvato dal Consiglio dei ministri mette sul tavolo un pacchetto da circa un miliardo di euro per occupazione,...

Casa, i sindacati degli inquilini: a Napoli 50mila famiglie senza risposte

Comune e Regione nel mirino delle organizzazioni Sunia, Sicet, Uniat e Assocasa attaccano: a Napoli migliaia di famiglie aspettano una casa, mentre assegnazioni, volture e...