Notificati gli arresti domiciliari all’ex senatore Cesaro. I legali: «Dimostrerà la sua estraneità»

La misura è stata notificata a seguito della decadenza da parlamentare

Sono stati notificati, all’ex senatore Luigi Cesaro, gli arresti domiciliari emessi nei suoi confronti dall’autorità giudiziaria nell’ambito dell’inchiesta della DDA e del Ros di Napoli su un presunto patto politico-mafioso a Sant’Antimo (Napoli). La misura cautelare è stata notificata a seguito della decadenza da parlamentare. Secondo gli inquirenti esisteva una relazione d’affari tra la famiglia Cesaro e il clan Puca.

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Oltre che il concorso esterno in associazione mafiosa, nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari notificata oggi all’ex senatore Luigi Cesaro viene contestato anche il reato di corruzione elettorale, aggravato per avere agevolato un’organizzazione camorristica. Quest’ultimo reato sarebbe stato commesso, secondo gli inquirenti, in occasione delle elezioni regionali in Campania del 2015.

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Il Parlamento però aveva negato l’autorizzazione a procedere. Cesaro finì sotto inchiesta nel giugno 2020 insieme con il fratello Antimo Cesaro, per il quale venne disposto il carcere mentre furono disposti i domiciliari per Aniello e Raffaele Cesaro, tutti sotto processo davanti al giudice di Napoli Nord. Nel dicembre del 2021 la Giunta per le immunità ha negato (con 12 voti a sfavore e 7 astenuti) l’autorizzazione a procedere per gli arresti domiciliari del senatore Cesaro.

I difensori di Luigi Cesaro

«Confermiamo che il senatore Luigi Cesaro, in coerenza con le scelte adottate da tempo in ordine alla rinuncia alla candidatura e pertanto all’immunità parlamentare, si è recato, da noi accompagnato, presso i Carabinieri per consentire l’immediata notifica e l’esecuzione dell’ordinanza cautelare a suo carico». Lo affermano il professor Alfonso Furgiuele e l’avvocato Michele Sanseverino, difensori di Luigi Cesaro.

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«Da questo momento – aggiungono i legali – il nostro assistito potrà dedicarsi interamente alla propria vicenda processuale ponendosi completamente a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per contribuire all’accertamento della verità e fornire tutti i chiarimenti necessari a dimostrare la propria estraneità ai fatti contestatigli».

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