Alta tensione nel Pd, il rebus delle liste sciolto solo nella notte. Polemiche per le esclusioni

Monica Cirinnà rinuncia: «Mi hanno proposto un collegio elettorale perdente»

Il Pd riesce, dopo una giornata di alta tensione, scontri e frecciatine, a risolvere il rebus delle liste con una Direzione notturna rinviata ben due volte nel corso della giornata: prevista inzialmente alle 11, rinviata alle 15 e infine alle 20. Gli elenchi sono stati approvati con 3 voti contrari e 5 astenuti la Direzione nazionale del Pd, riunita al Nazareno. Non son mancate nemmeno le polemiche per le esclusioni «eccellenti» o per i ricandidati «delusi» dal collegio proposto.

Come quelle su Monica Cirinnà, la senatrice dei 24mila euro ritrovati nella cuccia del cane. «La mia avventura parlamentare finisce qui, domani comunicherò la mia non accettazione della candidatura. Mi hanno proposto un collegio elettorale perdente in due sondaggi, sono territori inidonei ai miei temi e con un forte radicamento della destra» ha affermato la senatrice uscente. Evidentemente «per il Pd si può andare in Parlamento senza di me, è una scelta legittima. Resto nel partito, sono una donna di sinistra ma per fortuna ho altri lavori». E ha concluso: «Non ho votato queste liste ma credo che anche altri rinunceranno».

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Lotti: «La scelta è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche»

«Il segretario del mio partito ha deciso di escludermi dalle liste per le prossime elezioni politiche. Mi ha comunicato la sua scelta spiegando che ci sono nomi di calibro superiore al mio. Confesso di non avere ben capito se si riferiva a quelli che fino a pochi mesi fa sputavano veleno contro il Pd e che oggi si ritrovano quasi per magia un posto sicuro nelle nostre liste. Non lo so. Ma così è». Lo scrive su Fb l’ex ministro Luca Lotti riguardo alla sua esclusione dalle liste elettorali del Pd resagli nota da Enrico Letta. «La scelta è politica, non si nasconda nessuno dietro a scuse vigliacche», aggiunge.

«Ho sempre agito per il bene del mio territorio e del mio partito – scrive ancora Lotti nello stesso post -. Non ho condiviso la scelta di tanti amici nel 2019 di uscire dal Pd e anche grazie a quella decisione (mia e di Lorenzo Guerini che ringrazio per il lavoro da ministro e per aver guidato con me i riformisti) il Partito democratico è rimasto presente in Parlamento dove, lo dicono i numeri, rischiava invece di sparire. Ecco perché fa male in queste ore ascoltare inutili polemiche e fake news sulle motivazioni della mia mancata ricandidatura, così come leggere assurde ricostruzioni in cui si prova a far credere che a scegliere sia stato il territorio. In Toscana sappiamo tutti come sono andate le cose».

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Lotti aggiunge anche: «Io sono abituato ad affrontare la realtà a testa alta, altrettanto faccia chi ha deciso. Aggiungo solo una riflessione. Dispiace, e non poco, scoprire che i dirigenti del mio partito abbiano abbandonato uno dei cardini della nostra identità: il garantismo».

Il segretario Letta: «Ho cercato di comporre un equilibrio»

«Avrei voluto ricandidare tutti i parlamentari uscenti. Impossibile per il taglio di parlamentari ma anche per esigenza di rinnovamento», aveva detto il segretario del Partito democratico Enrico Letta ieri sera nel suo discorso alla direzione nazionale del Pd. «Ho chiesto personalmente sacrifici ad alcuni. Mi è pesato tantissimo. 4 anni fa il metodo di chi faceva le liste era: faccio tutto da solo. Io ho cercato di comporre un equilibrio. Rispetto dei territori tra i criteri fondanti delle scelte», ha aggiunto il leader dem.

«Termino questo esercizio con un profondo peso sul cuore per i tanti no che ho dovuto dire. Peso politico e umano. Ma la politica è questo: assumere la responsabilità». «Potevo imporre persone ‘mie’ ma non l’ho fatto perché il Partito è comunità». Il segretario ha sottolineato che «la parità di genere è stata rispettata nelle liste». Quindi ha ringraziato «quanti spontaneamente hanno fatto un passo indietro comprendendo l’esigenza di rinnovamento».

I capolista scelti dal Pd

Il segretario del Partito democratico Enrico Letta sarà capolista alla Camera in Lombardia e Veneto. Carlo Cottarelli sarà invece candidato capolista per il Senato a Milano. Ci sono poi 4 giovani under 35 capolista: Rachele Scarpa, Cristina Cerroni, Raffaele La Regina, Marco Sarracino. Il microbiologo Andrea Crisanti sarà candidato capolista per il Partito democratico nella circoscrizione Europa.

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