Atti giudiziari distrutti alla Corte d’Appello: ai domiciliari funzionario e assistente giudiziari

La Guardia di finanza fotografava i documenti di notte per evitare la distruzione

Atti giudiziari distrutti: sono state le immagini registrate dalle telecamere installate dagli inquirenti a incastrare un funzionario giudiziario e di un assistente giudiziario, entrambi in servizio presso la Corte d’Appello di Napoli, ai quali i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza ha notificato misura cautelare degli arresti domiciliari).

Al termine di indagini coordinate dalla Procura (sostituto procuratore Henry John Woodcock e procuratore aggiunto Sergio Ferrigno) sono stati contestati, al funzionario giudiziario, i reati di soppressione e distruzione di atti veri, corruzione, peculato, accesso abusivo ad un sistema informatico e truffa in danno dell’Amministrazione e, all’assistente giudiziario, i reati di corruzione, accesso abusivo a un sistema informatico e truffa in danno dell’Amministrazione.

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Le preoccupazioni per la mole di lavoro

Secondo quanto emerso, Maria Rosaria Orefice, quasi 57 anni, funzionario giudiziario ‘pro tempore’ della IV sezione Penale della Corte di Appello di Napoli, avrebbe mandato al macero ordinanze, decreti di intercettazione, sentenze, fatture, avvisi, richieste e impugnazioni di sentenze per sottrarsi al lavoro. Alla donna gli inquirenti contestano la soppressione e distruzione di atti, corruzione, peculato, accesso abusivo ad un sistema informatico e truffa in danno dell’Amministrazione.  In più occasioni la funzionaria manifesta a terzi, scrive il gip, «preoccupazione sia per la mole di lavoro in capo al suo ufficio – a suo dire eccessivamente elevata – sia per la circostanza che alcuni fascicoli risulterebbero smarriti», peraltro, «…con il silenzio di altri appartenenti all’amministrazione giudiziaria…».

Le indagini dei Finanzieri

Non solo. I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli, coordinati dal generale Domenico Napolitano, per raccogliere prove e, contestualmente, evitare che questa imponente mole di fascicoli finisse al macero, nottetempo si recavano nel Palazzo di Giustizia per «salvare» gli atti fotografandoli.

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In un passaggio dell’ordinanza emerge addirittura il disappunto di un addetto alle pulizie che si lamenta, mentre svuota il contenitore della carta posto nell’ufficio della Orefice, della quantità di carta cestinata. Tra gli atti salvati dalla Guardia di Finanza, figurano anche delle integrazioni a un procedimento riguardante il narcotrafficante internazionale Raffaele Imperiale, arrestato la scorsa estate e recentemente trasferito a Napoli dalle autorità di Dubai, e documentazione su Pasquale Fucito, alias ‘o Marziano, narcotrafficante del Parco Verde di Caivano (Napoli).

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