Pompei, lottizzazione abusiva e corruzione: 14 indagati. Sequestrato un resort

Tra i coinvolti un geometra dell’Ufficio Tecnico comunale e un capitano della polizia locale

Struttura turistico-ricettiva sequestrata e 14 indagati. È l’effetto di un’indagine che a Pompei (Napoli) ha portato gli agenti del locale commissariato di polizia ad eseguire un decreto emesso dal gip del tribunale di Torre Annunziata su richiesta della Procura oplontina. I poliziotti hanno proceduto al sequestro preventivo di diversi fondi e manufatti, per oltre 14.200 mq. I reati per cui si procede, a vario titolo, sono 31 e tra questi lottizzazione abusiva, abuso di ufficio, corruzione propria, falso ideologico in atti pubblici, violazione del segreto d’ufficio, falsità ideologica in certificati, reati edilizi ed urbanistici, ascritti a vario titolo a 14 indagati.

Le indagini, che si sono giovate di intercettazioni telefoniche e di una consulenza tecnica disposta dalla Procura, hanno permesso di accertare la realizzazione progressiva, nel corso di circa 30 anni, di una lottizzazione abusiva a scopo edificatorio relativa all’agriturismo «Vivi Natura Resort» di via Ponte Izzo, realizzata attraverso interventi che, stando a quanto appurato dalle forze dell’ordine, si sarebbero protratti fino allo scorso mese di aprile, in assenza di permesso a costruire e di autorizzazione paesaggistica, implementando alcuni immobili preesistenti, ritenuti totalmente abusivi, oggetto di istanze di condono edilizio rigettate o comunque non definite e di ordinanze comunali di demolizione, tra l’altro.

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Fraglisso: «Opere abusive sono state realizzate grazie alla voluta e deliberata connivenza»

«Le indagini, come affermato dal gip nel decreto di sequestro preventivo – spiega il procuratore della Repubblica di Torre Annunziata, Nunzio Fragliasso – consentono di ritenere che le opere abusive sono state realizzate grazie alla voluta e deliberata connivenza fra coloro che avrebbero dovuto tutelare gli interessi pubblici e gli amministratori dell’agriturismo Vivi Natura».

Sono emersi, infatti, sempre secondo quanto ritenuto dal gip, «l’illegittimità della gran parte dei procedimenti amministrativi promossi e portati avanti dall’ufficio Tecnico del Comune di Pompei; il mancato rinvenimento di atti amministrativi; la mancata esecuzione di accertamenti finalizzati a verificare quali fossero effettivamente le opere realizzate e, soprattutto, in quale contesto di realtà edilizia e commerciale andassero ad inserirsi».

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In particolare, è stato accertato un episodio di corruzione nei confronti di un geometra dell’ufficio Tecnico comunale di Pompei, il quale, a fronte della dazione indebita di una somma di denaro da parte del committente delle opere abusive, avrebbe omesso di inibire l’esecuzione dei relativi lavori, di ordinare il ripristino dello stato dei luoghi e di esercitare la dovuta vigilanza sui lavori in corso.

«Inoltre – prosegue Fragliasso – sono stati accertati due reati di falso ideologico in atto pubblico, da parte di un geometra dell’ufficio Tecnico comunale di Pompei e di un capitano della polizia locale, che avrebbero omesso di riportare, in due distinti verbali di sequestro, alcuni abusi relative ad un manufatto sito in via Civita Giuliana di proprietà dello stesso imprenditore titolare dell’agriturismo Vivi Natura Resort».

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