Isola d’Ischia, Venia: «Difendiamo il tribunale, presidio di legalità»

Appello al Parlamento e al Ministro della Giustizia Marta Cartabia

«La storia non torna mai indietro. L’isola di Ischia vanta un proprio ufficio giudiziario da lunghissimo tempo, decenni e in forme diverse addirittura secoli. Il Tribunale di Ischia è presidio di Giustizia e Garanzia di tutela della legalità per i cittadini, gli imprenditori, i lavoratori, gli operatori economici e gli ospiti turisti. Un sistema economicamente complesso e forte come Ischia non può essere deprivato di un suo Tribunale».

Lo dichiara l’Avv. Luciano Venia componente Assemblea Nazionale di Fratelli d’Italia che sostiene fortemente la lotta della Associazione Forense e reclama iniziative urgenti da parte dei sei sindaci dell’isola di Ischia condividendo la necessità di documenti e petizioni al Ministro della Giustizia, al Governo e al Parlamento per stabilizzare definitivamente il Tribunale di Ischia assegnando ad esso le risorse necessarie per garantire la amministrazione della Giustizia.

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«La lontananza dal capoluogo, la mole di atti e giudizi, il numero degli operatori di Giustizia, la domanda di pronunce non può consentire in alcun modo di ipotizzare uno smantellamento del Palazzo di Giustizia costringendo ogni giorno migliaia di utenti, avvocati, testimoni, vigili urbani, periti, consulenti e parti in causa a raggiungere la terraferma vieppiù nei mesi invernali quando i collegamenti sono difficili, alternati e talora sospesi per ore e giorni con mezzi nautici di piccola capienza e poche corse».

Presidio contro la Camorra e le mafie dei colletti bianchi

«Cancellare il Tribunale di Ischia potrebbe esporre il territorio a una maggiore presenza operativa con accenti spavaldi e meno nascosti della Camorra e delle altre mafie dei colletti bianchi pronti a sfruttare la crisi economica e sociale per continuare una azione di lenta penetrazione nei gangli vitali del sistema Ischia con l’obiettivo di rilevare attività economiche in crisi, partecipare alle gare per la concessione dei beni demaniali, assumere una funzione che finora l’ottimo lavoro di Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza ha impedito e neutralizzato; ma che richiede anche la consacrazione delle pronunce giudiziali per sanzionare ogni crimine ed attività delittuosa».

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«Eliminare il tribunale significherebbe tornare indietro di più di cento anni lasciando inevasa la domanda di giustizia specie per i giudizi di prossimità e di media rilevanza. Il Governo ha salvato per così dire i piccolissimi tribunali dell’Abruzzo anche grazie all’ottimo lavoro del Presidente della Regione, l’amico Marco Marsilio ma le isole minori di Ischia, Elba e dell’Arcipelago delle Eolie per numero abitanti, disagio geografico, complessità sociale, volumi economici, dimensioni e caratteri dei giudizi, tradizione ancorata alle esigenze specifiche delle isole non possono essere deprivate di un servizio fondamentale per la democrazia e la vita civile».

Non concesse le risorse necessarie

«Del resto la stessa riforma della cosiddetta geografia giudiziaria aveva salvato la sezione distaccata di Ischia per una serie di valutazioni. Non risulta al vero che non sia efficiente questo modello di Giustizia ma è vero invece che sono state sinora non concesse quelle risorse finanziarie, strumentali e di personale di cancelleria di cui il Tribunale di Ischia ha diritto e bisogno. Stesso dicasi per una più stabile assegnazione di Magistrati Togati che rappresentano un punto di riferimento e la visibile presenza dello Stato sul Territorio».

«L’Appello è a salvare il diritto costituzionale degli ischitani alla Giustizia e alla Difesa in ogni stato e grado o tipologia di giudizio. Il Parlamento a partire dal Presidente Onorevole Giorgia Meloni ed il Governo a principiare dall’Onorevole Ministro della Giustizia deliberino la stabilizzazione del Tribunale di Ischia assegnando ad esso le risorse necessarie per il suo buon funzionamento» conclude Venia.

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