Decreto Energia, perché tante feste? Il caro bollette resta, anche se un po’ contenuto

Tanto più che quegli azzeramenti annunciati nel Decreto Energia come tendeziali, significano che c’è l’intenzione di farlo, ma non è detto che si faccia

Il Consiglio dei Ministri, ha approvato l’altroieri quel tanto pubblicizzato Decreto Energia che introduce misure urgenti per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico e del gas naturale. Un po’ di elemosina, ma niente di più.

La mazzata, infatti, resta anche se limitata al 27% di quanto (42%) originariamente previsto. Il che unito a quei «tendenzialmente» di cui nel testo preoccupa e non poco, perché tradotto nell’italiano di Dante, significa che l’intenzione di tagliare c’è, ma non è detto che si riesca a farlo.

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Saranno, secondo quanto assicura il comunicato stampa di Palazzo Chigi, oltre 3 milioni le famiglie che potranno beneficiare del «bonus sociale elettrico»:
  • nuclei che hanno un Isee inferiore a 8265 euro annui;
  • nuclei familiari numerosi (Isee 20.000 euro annui con almeno 4 figli);
  • percettori di reddito o pensione di cittadinanza;
  • utenti in gravi condizioni di salute, utilizzatori di apparecchiature elettromedicali

Per queste stesse famiglie inoltre, il governo nel Decreto Energia ha deciso di azzerare tendenzialmente anche gli effetti del futuro aumento della bolletta. Saranno, invece, circa 6 milioni le imprese piccole e piccolissime (con utenze in bassa tensione fino a 16,5kW) e circa 29 milioni i clienti domestici, per i quali vengono azzerate le aliquote relative agli oneri generali di sistema, per il quarto trimestre 2021. Saranno, invece, circa 2,5 milioni le famiglie che potranno beneficiare del «bonus gas» che azzerra tendenzialmente (gli effetti del previsto aumento della bolletta nel quarto trimestre 2021.

E nello stesso quarto trimestre, per tutti gli utenti del gas naturale, famiglie e imprese, l’Iva (oggi al 10 e al 22% a seconda del consumo) è abbassata al 5%, mentre gli oneri di sistema sono azzerati.

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Monitoraggio dell’attuazione del piano nazionale di ripresa e resilienza

Nel corso del Consiglio dei Ministri, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Roberto Garofoli e il Ministro dell’economia e delle finanze Daniele Franco hanno anche offerto la prima informativa sul l monitoraggio e sullo stato di attuazione delle misure previste dal PNRR approvato in Europa a luglio 2021.

I target da raggiungere per l’anno in corso sono 51, distinti tra riforme ed investimenti, laddove, per investimenti, si intende anche l’adozione di atti di normativa primaria e secondaria o di atti amministrativi diretti a disciplinare specifici settori e da cui dipende l’utilizzabilità di risorse finanziarie dedicate per linee di intervento. I 51 target sono divisi in 24 investimenti e 27 riforme da adottare. Delle 51 misure sono stati già raggiunti 13 obiettivi.

Più nel dettaglio, relativamente agli investimenti, alla data di ieri, ne risultano già definiti 5. Per tutti i restanti sono state già avviate le procedure di realizzazione. Per quel che riguarda le riforme, ne sono state definite 8, pari al 30% del totale; per le altre 19 è già in corso il procedimento di approvazione. Tutto ciò sarà, anzi certamente lo è, anche vero, ma un monitoraggio vero «per essere completo», almeno a parere del sottoscritto non si sarebbe dovuto preoccupare soltanto di dare ll numero di quanto è stato fatto, ma anche di indicare ciò che è stato fatto. O no?

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