Green pass, Landini: «Lavorare è un diritto, non siano i lavoratori a pagare i tamponi»

Il segretario della Cgil: «Per noi il provvedimento più intelligente sarebbe una fase transitoria per fare in modo che il tampone non sia pagato dal lavoratore»

Tamponi gratuiti per i lavoratori. La richiesta non arriva da esponenti politici di destra, da leghisti o da appartenenti a Fratelli d’Italia tacciati di essere “pericolosi no vax” semplicemente perché latori di una misura di buon senso. Questa volta la richiesta arriva da Maurizio Landini, comunista d’altri tempi e segretario generale della Cgil.

Landini nel corso di ‘Mezz’ora in più’ si è detto favorevole al green pass covid obbligatorio anche sul lavoro, ma «i tamponi non possono essere pagati dai lavoratori. Lavorare è un diritto. Considero sbagliato in questa fase introdurre il concetto che per lavorare uno debba pagare. Ma non siamo contrari ai vaccini»

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Invece dell’obbligo vaccinale, il governo «ha scelto la strada del Green pass, che non obbliga al vaccino. La nostra preoccupazione è che vengono messi sullo stesso piano due strumenti e che questo possa determinare divisioni», ha detto ancora il segretario Cgil, continuando: «Per noi il provvedimento più intelligente sarebbe una fase transitoria per fare in modo che il tampone non sia pagato dal lavoratore. Sono spese che le imprese possono scaricare».

Per i partiti di centrosinistra la gratuità dei tamponi ridimensionerebbe l’effetto del green pass obbligatorio sulla campagna di vaccinazione. Dimenticandosi però che anche il solo sottoporsi al tampone ogni 48 ore rappresenterebbe un pesante fardello per il non vaccinato. Con il tampone gratuito si andrebbe solamente ad aiutare le classi sociali più povere che non possono sottoporsi a vaccino e che non riuscirebbero ad affrontare altri ingenti spese. Come a dire che, lorsignori, non hanno il coraggio d’imporre l’obbligo di vaccinazione e preferiscono ricattare i lavoratori, imponendogli l’obbligo di tampone ma a proprie spese. Non basta il cuneo fiscale?

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