Inchiesta rifiuti, Ciarambino: «Recovery sia occasione per puntare a economia circolare»

«A prescindere da quali saranno gli esiti, l’ultima inchiesta della Procura di Napoli sugli impianti dei rifiuti in Campania conferma in maniera drammatica che nella nostra regione ancora oggi dobbiamo fare i conti con gravi lacune nella gestione del ciclo rifiuti. A partire proprio dalla mancata realizzazione degli impianti previsti dal piano regionale, al centro dell’indagine che vede da ieri il coinvolgimento del presidente della giunta regionale».

Lo ha affermato la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania Valeria Ciarambino.

Pubblicità

«Già nel 2017 – continua la Ciarambino -, con i nostri parlamentari e consiglieri regionali M5S, presentammo un esposto affinché si facesse luce sul rischio di un eventuale danno erariale derivato dai ritardi nell’attuazione del piano, in particolare in relazione all’impiantistica».

«Ritardi che hanno comportato la mancata uscita dalla procedura di infrazione europea, che finora è costata ai cittadini campani oltre 250milioni di euro. Di contro, i pochi siti di smaltimento in fase di realizzazione sono tutti concentrati in aree già congestionate di impianti e con forti criticità ambientali, come quella Nolana-Acerrana. Mentre dalla Campania continuano a partire rifiuti speciali, spesso incontrollati e non a norma, come nel caso dei viaggi per la Tunisia finiti al centro di un’indagine, o sversati nelle campagne dell’acerrano o del foggiano, come ricostruito da un’inchiesta di Report».

Pubblicità

«Dobbiamo voltare pagina – propone Ciarambino – e impegnarci per proiettare la Campania verso una vera transizione ecologica. Con le risorse messe a disposizione dal Recovery, dobbiamo puntare su progetti relativi al riciclo, creando incentivi per la riparazione e il riuso degli oggetti, riconvertendo il settore tessile attraverso la rigenerazione dei tessuti e definendo interventi a sostegno delle imprese che operano nel settore del recupero e riciclo di carta e cartone».

«Le risorse in arrivo – conclude – possono e devono rappresentare un punto di svolta per una terra martoriata come la nostra, dando finalmente il via a una vera economia circolare, che produca ricchezza e posti di lavoro».

Federproprietà Napoli

Altri servizi

Sant’Antonio Abate, sequestrata col figlio per due giorni e picchiata: arrestato il compagno

La donna sarebbe stata colpita anche con un bastone chiodato Per due giorni avrebbe impedito alla compagna e al figlio di lei, di appena 6...

Bimba nata dopo la fecondazione in vitro, il Dna svela scambio di embrioni

La procura indaga su quanto accaduto Il dubbio è nato da un dato apparentemente semplice: il gruppo sanguigno della bambina non coincideva con quello della...

Ultime notizie

Lukaku contro il Napoli: «Falso che non sia in forma, volevano boicottarmi»

L'attaccante: «L’anno scorso è stato il più duro della mia vita» «È stato meglio per me andare via da Napoli». Romelu Lukaku chiude senza rimpianti...

La Rocca: «Torre Annunziata faccia un’analisi di coscienza sincera»

Il segretario cittadino FdI: Non ha senso reagire non andando a votare «I commissari non siamo noi». Parte da qui la riflessione di Raffaele La...

Attentato a Ranucci, l’avvocato di Lavitola: «Lo aveva avvisato dei pericoli»

La difesa esclude una ritrattazione di quanto già confessato La confessione resta, ma Valter Lavitola vuole «integrare» quanto già raccontato ai magistrati sull’attentato ai danni...