Campania, sit-in per la riapertura della scuola a Palazzo San Giacomo. Tanti i manifestanti di Torre Annunziata

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Alle ore 11:30, presso Palazzo Santa Lucia a Napoli, sede della Regione Campania, si darà il via, in concomitanza con altre Regioni, alla seconda Manifestazione Nazionale della Rete Nazionale ‘Scuole in presenza’ di cui l’Associazione Scuole Aperte Campania fa parte, per chiedere a gran voce la ripresa in presenza delle scuole con un sit-in che si svolgerà in forma statica e nel rispetto di tutti i protocolli di sicurezza, ‘armati’ solo di pentole, coperchi e slogan da scandire a voce alta.

«Il ritorno della scuola in presenza – afferma un comunicato – è ormai una necessità non più rimandabile, perché tanti, troppi sono i danni ‘collaterali’ a cui stiamo sottoponendo i nostri studenti: disagi psicologici con disturbi di ansia, cognitivi, comportamentali uniti a disordini alimentari o fenomeni di autolesionismo, come asserito da studi medici e dalla attività dei centri di assistenza preposti. E la didattica a distanza, certamente utile quale strumento emergenziale, ha dimostrato, chiaramente ormai, di non saper garantire, a bambini e ragazzi, nessun tipo di reale rapporto relazionale né formativo tout court».

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«La scuola in presenza è il solo strumento che consente l’applicazione dell’art. 3 della Costituzione, dando a tutti la possibilità di rimuovere gli ostacoli di ordine sociale ed economico ed offrire pari opportunità, senza dimenticare anche i tanti alunni diversamente abili e con bisogni educativi speciali!»

Inoltre, come dichiarato tante volte da esperti della Comunità scientifica e dallo stesso Comitato tecnico scientifico nazionale, l’apertura delle scuole in presenza non ha mai influito sull’aumento dei contagi, anzi, nelle regioni italiane in cui la scuola è stata garantita in presenza dall’inizio dello scorso settembre, ha dimostrato di essere funzionale al tracciamento.

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La Campania, inoltre, è la Regione che ha pagato il prezzo più alto di queste chiusure, spesso immotivate, visto che in alcuni casi perfino gli screening avevano offerto dati confortanti, almeno per le scuole di prossimità. «Eppure gli alunni campani sono stati in assoluto gli studenti che hanno perso più giorni di scuola in presenza rispetto al resto di Italia e, forse, di tutta Europa» sottolinea l’Associazione.

La gravità di questo dato si innesta in un territorio dove già profondo è il gap formativo con il resto della Nazione e dove la scuola è un presidio di legalità più che altrove.

All’Associazione Scuole aperte Campania ha aderito fin da subito un folto numero di cittadini di Torre Annunziata che dall’inizio del nuovo anno scolastico è stato in prima linea nel combattere la chiusura indiscriminata di tutti gli ordini di scuola nel territorio cittadino.

Torre Annunziata, infatti, ha il triste primato di essere una delle città campane, se non italiane, con meno giorni di frequenza in presenza, giacchè sono state inasprite ancora di più le misure di contenimento del contagio dettate dalla Regione Campania: scuole dell’infanzia, primaria, scuole medie e superiori hanno aperto meno che altrove.

«Nessun luogo è a rischio zero, ma rispetto a luoghi che sono rimasti aperti in questi mesi, crediamo che le scuole siano importanti così come gli ospedali. E ce lo ricorda la nostra Costituzione!» conclude la nota.

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