Napoli, la de Majo si dimette e attacca de Magistris, Clemente e magistratura. E la città affonda

Napoli affonda tra mille problemi. Mancata manutenzione, mancata programmazione, bilancio in condizioni disastrate, pandemia, rispetto delle regole anti covid praticamente inesistente, voragini che si aprono qua e là, gallerie fondamentali per la circolazione chiuse da mesi. Proteste e cortei un giorno sì e l’altro anche.

Ma la giunta de Magistris sembra impegnata a fare tutt’altro che guidare la città. Ieri l’assessore alla Cultura Eleonora de Majo ha annunciato con un lungo post sui social le sue dimissioni dall’Amministrazione Comunale, rea di non averla appoggiata e difesa da una magistratura che, secondo l’ex assessora, sarebbe andata oltre il proprio dovere con le recenti inchieste giudiziarie (leggasi Commissione per la scelta della statua di Maradona).

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«Su ciò che sta accadendo – scrive -, alla luce del fatto che si tratta evidentemente di una invasione di campo della magistratura sul terreno della politica in cui a essere oggetto di valutazione è il perimetro delle scelte di chi attraverso un mandato elettivo governa la città, ritengo avrebbe potuto esserci una maggiore esposizione da parte dell’amministrazione, a tutela di scelte che sono state fin dal primo istante condivise».

Parole a testimonianza di una profonda spaccatura nell’Amministrazione con l’attivista di Insurgencia contro finanche al sindaco de Magistris e la scelta di Alessandra Clemente a successore del primo cittadino.

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«Non ho mai fatto mistero dell’enorme scetticismo nei confronti dell’indicazione di un candidato sindaco per le prossime amministrative, calata dall’alto e senza confronto con la città» sottolinea.

Alessandra Clemente e Luigi de MagistrisA distanza di sei mesi però afferma la De Majo «la candidata (Alessandra Clemente, ndr) lavora esclusivamente per se stessa, ma l’amministrazione appare in larga parte, anche a chi non vive il ‘palazzo’, sempre più distante dalla città reale, dai suoi problemi, dalle sue contraddizioni, e sempre più concentrata nella costruzione di partite interne che hanno il consenso elettorale come unico obiettivo».

Assordante il silenzio di Luigi de Magistris che fino a qualche mese fa ha fatto il ‘diavolo a quattro’ per restare a Palazzo San Giacomo, scendendo a patti anche con qualche ‘nemico’ perché «Napoli non poteva permettersi una commissione prefettizia».

Nemmeno una parola sulla vicenda da de Magistris che negli ultimi tempi sembra troppo impegnato nella campagna elettorale per la presidenza della Regione Calabria. L’assessore Alessandra Clemente, nel frattempo è impegnata nella sua candidatura a sindaco mentre la militante di Insurgencia preferisce ancora una volta giocare a fare la ‘rivoluzione’. Di cosa poi non si sa. E Napoli? Napoli affonda…

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