Campania, De Luca contro tutti: «Italia divisa in zone è idiozia». E chiede al Pd di non governare coi 5Stelle

Se è vero che adesso l’unità di intenti è l’arma migliore per combattere il Covid-19, una delle persone più divisive, in questo momento, è il governatore della Campania Vincenzo De Luca. A testimoniarlo la sua diretta di questo pomeriggio  in cui i più si aspettavano nuove decisioni e nuove restrizioni per combattere la diffusione del virus, che l’Unità di Crisi aveva annunciato ieri sera. Niente di tutto questo.

Il governatore De Luca ha trascorso un’ora ad attaccare tutti, ma proprio tutti. Governo, ministeri dell’Interno, Sanità, Sport, grillini, sindaco di Napoli e cittadini.

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Quello che emerge dalla diretta è un’ora di difesa incondizionata delle proprie iniziative e invettive verso chiunque. Incomincia spiegando che per lui «la divisione in zone è una grande idiozia. La regione non c’entra con questa scelta, per la quale il governo si è nascosto dietro i numeri per non prendersi la responsabilità di chiudere» ha affermato.

«Da soli abbiamo adottato una linea del rigore, a ottobre abbiamo chiesto di chiudere tutto. Questa misura avrebbe permesso di bloccare il contagio e di arrivare tranquilli a Natale», aggiunge De Luca.

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«Quando noi parlavamo di rigore  – sottolinea De Luca -, gli altri si sono mossi contro le ordinanze della Campania. Ora sono tutti rigoristi: una vergogna assoluta, tipica dell’Italia di oggi. L’ultima settimana è stata particolarmente significativa nello sciacallaggio contro la Campania. Non c’è un giorno senza un attacco mediatico strumentale».

Nel mirino di De Luca finisce il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, reo di non aver preso decisioni per adottare provvedimenti. «Le immagini degli assembramenti sul lungomare hanno determinato una svolta nell’opinione pubblica nazionale. Era un assembramento vietato dalla legge e andava contrastato dalle forze dell’ordine e dalla polizia municipale. Non c’era nessuno a controllare. Sono cose vergognose e motivano non una zona rossa, ma una zona strarossa. Sapete chi avrebbe dovuto decidere, ma era in giro per televisioni a farsi pubblicità».

«A settembre abbiamo reso obbligatoria la mascherina all’aperto. Il governo è arrivato due settimane dopo. Il 4 ottobre ho chiesto al ministro dell’Interno il rafforzamento dei controlli sui territori. Il 15 ottobre abbiamo disposto la chiusura delle scuole, ricevendo insulti dal ministro e dal presidente del Consiglio. Abbiamo chiuso perché in 2 settimane abbiamo avuto un aumento del contagio nelle scuole pari a 9 volte. Il governo lo ha fatto un mese dopo», aggiunge ricordando provvedimenti adottati.

«Il 23 ottobre abbiamo adottato la misura per bloccare gli spostamenti e la sera è scoppiata la guerriglia, mentre il governo ha continuato a perdere tempo. Da soli abbiamo adottato una linea del rigore».

Poi De Luca si dedica al ministro degli Esteri Luigi Di Maio che «era fra quelli che facevano la campagna elettorale  contestando alla Regione Campania il delitto di aver realizzato le terapie intensive e reparti modulari nell’Ospedale del Mare, a Caserta e a Salerno sprecando il denaro pubblico. Questo è un esponente del governo che avrebbe dovuto impegnarsi per fare arrivare il personale che manca. Questo era uno che voleva tenere il commissariamento della Campania. Provate a immaginare in queste condizioni se avessimo avuto il commissario che fine avremmo fatto».

E addirittura De Luca questa volta chiede di sciogliere il Governo.  «Ho avuto modo di dire a qualche esponente del PD che se bisogna stare al governo con questi personaggi, per quello che mi riguarda sarebbe meglio andare a casa. Non è tollerabile nessun rapporto di collaborazione quando vi sono  ministri alla Spadafora che ti ha raccontato bestialità». Insomma, il governatore ancora una volta crea tensioni e scontri. Non certo unità.

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