Napoli, poliziotto ucciso durante un inseguimento. Gabrielli: «Pagato un prezzo altissimo»

Inizia a delinearsi lo scenario di quanto è accaduto stanotte a Napoli, a calata Capodichino, dove un agente scelto del commissariato di Secondogliano ha perso la vita nel tentativo di boccare tre ladri dopo il tentativo il furto di un bancomat presso la filiale del Credit Agricole di via Abate Minichini a Napoli. Sono circa le 4 di notte quando la centrale operativa della polizia emana l’allarme.

La prima volante parte dal commissariato San Carlo Arena. Ma in supporto convergono anche i colleghi di Secondigliano che aspettano i malviventi a calata Capodichino. Gli agenti sperano così di bloccarli. I tre uomini, di nazionalità rom, investono a folle velocità l’auto su cui viaggiava Pasquale Apicella. Immediati i soccorsi ma non c’è stato nulla da fare. Ferito il collega ma non in pericolo di vita. Apicella lascia una moglie e due figli, uno di 6 anni e uno di pochi mesi.  I due fermati sono sono piantonati al Cardarelli e all’ospedale del Mare.

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«Pasquale Apicella – si legge in una nota della Polizia di Stato –  era un agente scelto e questa notte è morto durante l’inseguimento di tre criminali a Napoli».
«Amava la sua città e combatteva per la gente perbene. Una moglie e due figli lo hanno perduto per sempre. I colleghi del commissariato di Secondigliano e il suo compagno di pattuglia Salvatore, rimasto ferito, restano con un vuoto incolmabile» è il saluto dei colleghi di Polizia.  «Ancora una volta» ha detto il prefetto Franco Gabrielli «la Polizia paga un prezzo altissimo con la perdita di un suo uomo».  «Ci stringiamo forte a Giuliana e ai due piccoli. Coraggio» conclude la nota della Polizia di Stato.

«Profondo cordoglio per il 37enne della Polizia di Stato che ha perso la vita questa notte mentre tentava di arrestare dei rapinatori». Lo ha detto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni. «Non si può morire così, con tutta la vita davanti e facendo il proprio dovere, per colpa di questi criminali, che ci aspettiamo di veder marcire in carcere» ha concluso.

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«Ci addolora profondamente la morte dell’agente scelto di Polizia, il trentasettenne Pasquale Apicella» ha detto il governatore Vincenzo De Luca. «Siamo vicini al corpo della Polizia e a tutte le forze dell’ordine che lavorano per la nostra sicurezza e, in queste settimane, contribuiscono in maniera determinante a garantire l’applicazione delle misure a tutela della salute pubblica. Il nostro cordoglio alla famiglia, alla moglie e ai due figli di Apicella, un servitore dello Stato. L’augurio di una pronta guarigione per l’altro agente rimasto ferito» ha concluso il presidente della Regione Campania.

«Esprimo il più profondo cordoglio» ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris. «A nome della città, alla famiglia dell’agente scelto ucciso ed a tutti gli uomini e le donne della Polizia di Stato che ogni giorno sono impegnati con professionalità e sacrificio nella prevenzione e repressione del crimine. Al poliziotto ferito vanno gli auguri di una pronta guarigione».

«Vicinanza e solidarietà alla famiglia dell’agente Pasquale Apicella ucciso da malviventi questa notte a Napoli nel tentativo di sventare una rapina ad una Banca ed al corpo della Polizia di Stato. I criminali che si sono macchiati di questo delitto ricevano una pena certa ed esemplare, senza se e senza ma». È quanto dichiara in una nota Simona Sapignoli, coordinatrice cittadina della Lega Napoli. «Ora i Ministri competenti si assicurino che la famiglia di Apicella non sia abbandonata al proprio destino, mostrandole in ogni modo possibile la vicinanza dello Stato», conclude la nota della Sapignoli.

Vicinanza alla famiglia è stata espressa anche da Marco Nonno, consigliere comunale di Fratelli d’Italia Napoli.  «A questi criminali – afferma – sia applicata una pena severa ed esemplare». «La mia solidarietà va anche all’intero corpo di Polizia, sempre in prima linea a sostegno dei cittadini ed a cui lo Stato dovrebbe assicurare maggiori risorse e mezzi rispetto a quelli attuali. Non è accettabile che operino nelle condizioni in cui versano oggi.
Lo Stato – conclude Nonno – ora non abbandoni la famiglia di Apicella che ha dato la vita per servire degnamente e con onore le Istituzioni».

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