Coronavirus, aumentano ancora i casi:+ 1.189. Brusaferro assicura: «Trend discendente, ma l’immunità di gregge è lontana»

Sono complessivamente 106.607 i malati di coronavirus in Italia, con un incremento di 1.189 rispetto a ieri, quando l’aumento era stato di 1.127. Il dato è stato fornito durante la conferenza stampa dalla Protezione civile. Calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Per la prima volta dal 20 marzo i pazienti nei reparti sono infatti scesi sotto tremila: ad oggi sono 2.936, 143 in meno rispetto a mercoledì. Di questi, 1.032 sono in Lombardia con un calo di 42. I guariti nelle ultime 24 ore sono 2072 che porta il totale a 40.164.

Dei 106.607 malati complessivi, 26.893 sono ricoverati con sintomi, 750 in meno rispetto a ieri, e 76.778 (il 72%) sono quelli in isolamento domiciliare. Sono 22.170 le vittime dopo aver contratto il coronavirus in Italia, con un aumento di 525, ieri erano 578. Dall’inizio dell’emergenza i casi totali sono 168.941. «Di assoluta rilevanza il numero dei tamponi che sono stati registrati oggi, che sono 61000 tamponi eseguiti» spiega Borrelli. In tutto, sono stati eseguiti 1.178.403 tamponi.

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Nel dettaglio: i casi attualmente positivi sono 33.090 in Lombardia, 13.663 in Emilia-Romagna, 13.783 in Piemonte, 10.800 in Veneto, 6.613 in Toscana, 3.437 in Liguria, 3.124 nelle Marche, 4.144 nel Lazio, 3.118 in Campania, 2.087 nella Provincia autonoma di Trento, 2.625 in Puglia, 1.330 in Friuli Venezia Giulia, 2.108 in Sicilia, 1.850 in Abruzzo, 1.593 nella Provincia autonoma di Bolzano, 536 in Umbria, 865 in Sardegna, 847 in Calabria, 518 in Valle d’Aosta, 273 in Basilicata e 203 in Molise.

Coronavirus, Brusaferro: «Larghissima parte della popolazione ancora suscettibile»

«Siamo in un trend discendente, con le curve dei contagiati da Coronavirus, dei ricoverati e dei deceduti che hanno uno sfalsamento temporale e che trovano evidenza anche nei dati giornalieri». Afferma il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro.  «Al momento c’è uno studio di sieroprevalenza per indagare quante persone sono venute a contatto col virus e capire qual è la circolazione. Ci sono stime variabili da regione a regione ma in generale il 90% delle persone in Italia non è venuto a contatto col virus. Questo vuol dire che una larghissima parte della popolazione è ancora suscettibile».

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«Per avere l’immunità di gregge – continua – bisognerebbe avere circa l’80% di persone venute a contatto col virus, dunque il target è molto lontano. Quindi non c’è un golden standard». Quando ci saranno i vaccini «dovremo trovare un modo per garantirlo a tutte le persone e fare in modo che si crei l’immunità di gregge, l’unico strumento che poi ci consentirà di dire: “affrontiamo questa epidemia e la conteniamo in maniera sistematica in tutte le latitudini e per tutte le classi di età”» ha spiegato Brusaferro.

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